Le nuove regole funzionano: tutti in mascherina davanti alle scuole

6 Ottobre 2020

L’aumento della curva dei contagi spaventa le famiglie: mantenute le distanze anche fuori degli istituti Ma nessuno è al corrente dell’obbligo, imposto da Masci, dei dispositivi di protezione anche all’aperto

PESCARA. Tutti (o quasi) con la mascherina davanti alle scuole in attesa dei figli. Genitori promossi dopo l'obbligo scattato con l'ordinanza firmata dal sindaco Carlo Masci, che impone l'uso del dispositivo di sicurezza all'aperto, agli ingressi delle scuole in concomitanza con l'uscita e l'entrata degli alunni, fino al 15 ottobre.
Chi viene sorpreso senza dispositivo, rischia una sanzione di 400 euro. Il provvedimento, concertato con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo, è stato disposto per alzare i livelli di sicurezza nel periodo in cui si registra una forte risalita dei contagi. Ma quasi nessun genitore, ieri, era al corrente dell'ordinanza sindacale che comunque è stata accolta con favore dalle famiglie pescaresi.
Alle 13,30 di ieri davanti alle primarie "Dante Alighieri" di via del Concilio e "Silone" di via Milano (istituti diretti da Valeriana Lanaro e Daniela Morgione) la folla dei genitori “imbavagliati” appariva diluita, distanziata rispetto all'avvio senza regole dei primi giorni dell'anno scolastico, complice anche gli orari di entrata e uscita scaglionati (alla Alighieri chi entra alle 8,10 esce alle 13,35 e chi entra alle 8,20 esce alle 13,45) e la ripresa delle mense che ha tenuto gli studenti a scuola fino alle 15,30 e quindi ha contenuto gli assembramenti all'esterno. «Noi indossiamo sempre la mascherina, al di là degli obblighi», dice il gruppetto di amiche, Lorenza Della Penna, Sara Visini, Simona Maurizi, Federica Ferretti, Monica Valente, Alessandra Pagniello, mamme di Giacomo, Noemi, Milena, Alessandro, Cecilia e Federico, alunni della quarta A alla Alighieri, «riteniamo giusta l'ordinanza del sindaco Masci perché c'è sempre qualcuno che fa il furbetto, speriamo che il provvedimento sia un deterrente. Qui, in via del Concilio, il primo giorno di scuola è stato il caos, tutti ammucchiati. Ora la situazione è più tranquilla, con gli orari scaglionati».
«Non ero al corrente di questa ordinanza», ammette Carolina Oxley, commessa pescarese di origine argentina, «ma la mascherina la porto lo stesso perché ormai è tacito, dopo i tanti provvedimenti governativi che abbiamo conosciuto in questi mesi. E' giusto, però, che ci sia un obbligo perché in tanti ancora non la indossano regolarmente». Dietro di lei c'è un papà che, invece, ne è sprovvisto. Preferisce rimanere anonimo e confida: «Non ho la mascherina perché l'ho dimenticata a casa. Ma dal momento che la multa è salata, farò attenzione la prossima volta».
Carlo Chiavarini si è posizionato dall'altra parte della strada, distante dalla folla: «Ho abbassato la mascherina un momento per fare un tiro» alla sigaretta elettronica «ma la domanda che mi pongo è: a quale distanza bisogna stare dall'ingresso della scuola?». Accanto, un vigile urbano si occupa del traffico. Spiega che, come accade con la movida serale, se qualcuno viene beccato senza il dispositivo, «lo invitiamo a rispettare le regole. Se non lo fa, multiamo».
Suona la campanella e i bimbi sciamano nel piazzale antistante: tutti escono da scuola con la mascherina, poi quasi se la strappano prima di entrare in macchina con mamma e papà.
Davanti al plesso di via Milano, Marianna De Rosa e Luigi Spiridione, fanno due chiacchiere e aspettano che i pargoli appena usciti da scuola finiscano di giocare con un cucciolo di cane, dietro un cancello. «Noi indossiamo la mascherina a prescindere dagli obblighi», commentano i due amici, «lo facciamo per la nostra e altrui sicurezza, per proteggerci. Non serve la politica del terrore, ci vuole buon senso e attenzione». «Forse», analizzano, «ultimamente c'è stato un calo di attenzione e quindi in tanti hanno abbassato la guardia, ma i primi giorni di scuola eravamo intabarrati, stentavamo a riconoscerci».
Esther De Matteis indossa una mascherina glamour. La scende sotto il mento un attimo, per respirare. Aspetta sua figlia, la piccola Greta India che frequenta la prima media alla Silone: «Davvero una multa così alta?», si stupisce, «comunque la mascherina la indosso sempre, mi sento al sicuro anche senza, ma lontano dalla folla».
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