Le scuole incompiute da 10 anni: trattativa per sbloccare i lavori

1 Marzo 2023

Al centro c’è la controversia tra il Comune e l’associazione temporanea d’impresa titolare dei due cantieri Ma l’assessore Cilli anticipa: se andrà bene, l’area di via Inghilterra sarà usata per l’ospedale di prossimità

MONTESILVANO. Una trattativa per cercare di sbloccare l’impasse delle scuole di legno di Montesilvano e trovare altre strade per completare almeno lo scheletro che da oltre un decennio giace abbandonato su via Di Pietro.
Il Comune di Montesilvano cerca una soluzione per risolvere la lunga controversia che da anni vede i cantieri del quartiere Ranalli e di via Inghilterra fermi, con buona pace delle famiglie che contavano su quelle strutture per le lezioni dei propri figli. La novità è contenuta in una delibera di giunta approvata nelle scorse settimane dall’esecutivo De Martinis, attraverso la quale si dà mandato al dirigente del settore Ingegneria territoriale di avviare una trattativa bonaria con i soggetti che avrebbe dovuto realizzare i due poli scolastici - il Consorzio Cme e Ing Bank - per tornare in possesso dei terreni ceduti in diritto di superficie.
LA STORIA Era il 2010 quando il Comune affidò alle due società l’appalto per la realizzazione delle scuole con la formula del leasing in costruendo. Gli accordi prevedevano che l’Ati (associazione temporanea d’impresa) realizzasse le due scuole, da 2 milioni ognuna, per essere rimborsata dal Comune una volta terminate le opere, con canoni di affitto periodici. Dopo l’avvio del cantiere, però, nel 2012 l’amministrazione Di Mattia presentò alla ditta delle richieste di variante, e i lavori vennero sospesi. Da lì iniziò la querelle, con il rifiuto di un accordo bonario da 600 mila euro da parte dell’Ati e l’avvio dell’azione legale. Nel 2021 la prima sentenza del tribunale che ha chiuso il contenzioso accordando al Comune un risarcimento danni da 87mila euro. L’anno successivo, però, l’Ati ha impugnato la sentenza davanti alla Corte d’Appello che dovrà esprimersi il prossimo 9 maggio.
COSA SUCCEDE A causa della querelle, il Comune è costretto a fare i conti da più di un decennio con due opere incompiute che oltre a non aver dato la possibilità ai montesilvanesi di usufruire delle nuove scuole finora, restituendo alle due zone un’immagine di degrado e incuria, ad oggi non possono essere terminate. Essendo la controversia ancora aperta, infatti, il Comune non ha avuto la possibilità, finora, di rientrare in possesso del diritto di superficie dei terreni di via Di Pietro e di via Inghilterra, ceduto all’Ati nel 2011 per un periodo massimo di 30 anni.
«Questa mancata disponibilità», spiega l’assessore all’Istruzione Paolo Cilli, «non ci ha consentito di partecipare ai bandi del Pnnr per intercettare fondi utili per il loro completamento. Per questo abbiamo dato mandato agli uffici di avviare una trattativa per cercare di tornare in possesso del diritto di superficie. La trattativa prevede anche l’estinzione del giudizio davanti alla Corte d’Appello, ma non la rinuncia al risarcimento danni di 87 mila euro stabilito nella sentenza di primo grado».
IL FUTURO Ma se la trattativa da diverse centinaia di migliaia di euro dovesse andare a buon fine, cosa ne sarà delle due incompiute? «Per la scuola di via Inghilterra, i cui lavori erano appena iniziati prima di essere interrotti», prosegue, «non c’è la volontà di andare avanti poiché quel terreno sarà messo a disposizione della Asl per la costruzione dell’ospedale di prossimità. In via Di Pietro, invece, cercheremo di recuperare quanto possibile dei lavori già fatti, ma dovremo intercettare almeno 2 milioni di euro per completare il polo scolastico». Quanto agli studenti che in futuro potranno frequentare quella struttura, invece, seppur la scuola sia stata pensata per l’Istituto Silone, a detta del vicesindaco sarebbe più opportuno che venisse destinata all’Istituto Rodari così da poter vendere i piccoli plessi di via Costa e via Vestina.