«Le scuole non vanno accorpate» Parte il ricorso al Tar del Comune

13 Febbraio 2024

L’amministrazione Masci va all’attacco contro la decisione della giunta regionale di centrodestra  E l’opposizione chiede le dimissioni dell’assessore Santilli: «Contesta Marsilio, ma è un suo candidato»

PESCARA. L’accorpamento degli istituti comprensivi 1 e 7 di Pescara finirà all’attenzione del Tar.
Il Comune ha deciso di opporsi alla decisione presa dalla giunta regionale e che vedrà, dal prossimo anno scolastico, l’unificazione delle due scuole, e cioè quella della zona della pineta e quella che ha sede tra Fontanelle e San Donato, con la soppressione della dirigenza di quest’ultima. L’amministrazione cittadina ha dato mandato all’avvocatura per presentare un ricorso di fronte al Tar. Prima di arrivare alla decisione, il sindaco Carlo Masci e l’assessore alla Pubblica istruzione Gianni Santilli hanno aspettato un passo indietro da parte della Regione. Non essendo arrivato, hanno scelto di procedere e di contrastare l’amministrazione regionale.
Tutto è cominciato con una delibera varata dalla giunta regionale a inizio anno, inerente il dimensionamento scolastico e che ha prodotto l’accorpamento di diverse scuole tra le province di Chieti, Pescara e L’Aquila. Nessuna a Teramo. Per la provincia di Pescara le unificazioni riguardano due istituti a Penne e i due nel capoluogo. Se per la città vestina la decisione sembra essere stata metabolizzata, quella per Pescara ha sollevato ampie polemiche culminate in un consiglio comunale aperto. Ciò che non è andato giù, è il fatto che il comprensivo 1 si trova in un territorio delicato, e dunque è considerato un presidio di legalità. Questa unificazione non era mai stata oggetto nemmeno di ipotesi nei tavoli provinciali che si erano riuniti proprio per avanzare alla Regione delle proposte sugli accorpamenti da effettuarsi.
Per Pescara, l’unica opzione che era stata considerata era l’unificazione della Di Marzio-Michetti con l’Aterno - Manthoné. Era stato però il presidente della Provincia Ottavio De Martinis a escludere quest’ultima, e per la stessa ragione, cioè la fragilità del quartiere nel quale insiste il Manthoné. Ad aggravare il quadro è stato anche il fatto che Pescara abbia tanti studenti, motivo per cui non ci si aspettava alcun accorpamento, tanto più che nella provincia di Teramo non sono state disposte unificazioni. La seduta di consiglio si era conclusa con l’approvazione di un ordine del giorno all’unanimità, per chiedere alla Regione una rettifica o l'annullamento della delibera. Il Comune scrisse al presidente Marco Marsilio e al presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri per chiedere un passo indietro. Il silenzio registrato dopo quella lettera ha indotto Masci e Santilli ad andare avanti. «Ho avuto uno scontro con l’assessore regionale Pietro Quaresimale», rivela Santilli, «il quale mi ha assicurato che anche con l’accorpamento sarebbe rimasta la segreteria nella sede della Foscolo del comprensivo 1 e sarebbe stato individuato un vicario. Per noi non è sufficiente e siamo costretti ad andare avanti».
Per il centrosinistra, la decisione di impugnare la delibera è «un’ammissione di incapacità da parte di Masci e Santilli», accusano Piero Giampietro, Stefania Catalano e Marco Presutti del gruppo consiliare del Pd in Comune. «Questo ricorso lo dovranno pagare i pescaresi con le loro tasche e questo solo perché la giunta in Comune di centrodestra non ha saputo imporsi sul centrodestra regionale. L’assessore Santilli che nelle prossime elezioni regionali è candidato nella lista di Marsilio presidente dovrebbe dimettersi visto che ora manda avanti un ricorso contro il suo stesso presidente».