Le scuole vanno a caccia di spazi: campi sportivi e tende riscaldate

Dopo le direttive del ministero, i presidi avviano la riorganizzazione in vista della ripresa delle lezioni Accessi in classe a turno o scaglionati, mascherine per gli alunni sopra i 6 anni, pranzo portato da casa
PESCARA. Cupole riscaldate per ospitare gli studenti negli spazi esterni della scuola, con l'occupazione di campetti sportivi o aree parcheggio per installare le tensostrutture attrezzate. Ingressi e uscite differenziati. Accessi in classe a turni (forse anche pomeridiani) scaglionati, considerando gli orari del trasporto pubblico dei pendolari.
Classi che si dividono a causa del distanziamento tra i banchi e aule supersanificate, uso delle mascherine per gli studenti over 6 anni, pranzo al sacco portato da casa. Sarà così, a grandi linee perché non c'è ancora l'ufficialità di questo tipo di organizzazione, il modello scolastico pescarese alla riapertura dell'anno scolastico, il prossimo 14 settembre, salvo cambiamenti dell'ultima ora.
Mentre i dirigenti scolastici sono alle prese, metro alla mano, con la misurazione delle aule, dall'Ufficio scolastico provinciale arriva l'annuncio che «sta per partire una ricognizione di tutte le strutture scolastiche per verificare che le aule siano abbastanza capienti» per ospitare tutti gli studenti, il personale docente e scolastico, nel pieno rispetto delle normative anti Covid sulla sicurezza e il distanziamento. L'unica certezza, per ora, è che nulla sarà più come prima. «Ma stiamo lavorando per far ripartire la macchina organizzativa scolastica nel miglior modo possibile, stando attenti alle esigenze degli studenti e delle loro famiglie», assicura Maristella Fortunato, dirigente territoriale dell'Ufficio scolastico Pescara-Chieti ed esponente del comitato nazionale del Miur, il ministero dell’Istruzione università e ricerca, che oggi parteciperà al tavolo regionale on line con il direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale Antonella Tozza e l'assessore regionale all'Istruzione Piero Fioretti.
Alla video conferenza, convocata per fare il punto sulle linee guida da individuare per arrivare pronti a settembre, saranno collegati anche i rappresentanti istituzionali di Comuni, Provincia, associazioni delle famiglie e sindacati. Sono 108, in provincia di Pescara, gli istituti comprensivi e superiori (48 a Pescara) interessati alla ripartenza, 44.460 gli studenti che torneranno in classe a settembre, 2.140 classi. Mancano meno di 100 giorni al ritorno in aula e nel mondo scolastico c'è fibrillazione e incertezza. Il primo step saranno i sopralluoghi negli edifici scolastici. «Cominceremo subito e lavoreremo tutta l'estate per arrivare al miglior risultato possibile», annuncia Fortunato, «le ricognizioni nei comprensivi e negli istituti superiori ci serviranno per capire il rapporto tra capienza delle aule e numero di studenti da collocare nelle varie aule nel rispetto del distanziamento». Le conseguenze saranno classi smembrate e tensostrutture all'aperto per ospitare le scolaresche in esubero negli spazi interni o con rotazioni di classi. «Stiamo ipotizzando», spiega il dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale, «l'installazione di strutture riscaldate, ricalcando il modello di "bolla"utilizzato in piazza Salotto nei mesi scorsi, nei cortili interni, campetti sportivi e aree parcheggio. Scuole ed enti riceveranno fondi per organizzare queste ipotesi di intervento con edilizia leggera. Nel frattempo i presidi stanno provvedendo a misurare le aule», per avvantaggiare il lavoro dei tecnici durante i sopralluoghi negli edifici con Comune e Provincia. Le lezioni si svolgeranno mattina e pomeriggio? «Saranno le scuole a deciderlo in autonomia, sulla base delle costrizioni del distanziamento».
Così come si dovrà decidere su «ingressi e uscite, modalità di turni scaglionati ogni 15 minuti, soste davanti le scuole, organizzazione del trasporto pubblico anche per i pendolari e su questo stiamo ragionando con Tua e avvieremo un censimento nelle scuole per conoscere le destinazioni degli studenti».
Incertezze anche sulla combinazione tra lezioni in presenza e on line (che hanno sfinito docenti, studenti e famiglie) e sui pasti. Non è escluso che le scolaresche dovranno portarsi il pranzo al sacco da casa.

