Le sirene delle barche per l’addio a Marco

Chiesa gremita per il giovane morto dopo lo schianto in scooter. Il parroco: «Adesso sei persone vivranno grazie a lui»
PESCARA. «Il gesto generoso di questa famiglia ha permesso a sei persone di vivere attraverso il nostro Marcolino, morto nello stesso giorno in cui è scomparso il fratello. Ora Marco e Lorenzo sono uniti per sempre». Sono le parole commosse del parroco don Antonio De Grandis che ieri alle 17, nella chiesa della chiesa del Cuore Immacolato di Maria di via Vespucci, hanno toccato i cuori di una folla di giovani e di tutta la marineria che si è fermata per un giorno per rendere omaggio a Marco Di Giovanni, il 19enne morto in seguito all’incidente avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì scorsi sul lungomare nord. La scritta “Marco vive” sulle magliette di amici e compagni di scuola del Nautico di Ortona rimasti sempre al fianco di papà Lucio, armatore pescarese, mamma Francesca Ferrari e la sorella Marta, 27 anni. Tra la folla il sindaco Carlo Masci, l'assessore Alfredo Cremonese, il consigliere Massimo Pastore, il rappresentante dei balneatori, Riccardo Padovano.
«Siamo storditi da tanta emozione», ha proseguito il parroco, «i pensieri affollano la nostra mente proprio perché la famiglia è già provata da tanto dolore» per la morte del fratello Lorenzo, il 27 giugno di tre anni fa, «ragazzo solare, gioioso. Erano così uniti i due fratelli, Marco soffrì profondamente il distacco di Lorenzo, ora sono uniti per sempre insieme ai nonni che li hanno tanto amati». E, rivolto alla famiglia: «Il gesto generoso ed estremo è stato donare altra vita, la vostra missione è continuare a vivere con queste certezze e Marta ha bisogno di voi». E poi: «Nel momento della morte, la madre, che è mia cugina, mi ha raccontato di aver visto Lorenzo. Ci sono segni che ci comunicano tanti significati in questo tragico evento, ma quando ci sentiamo persi il Signore calma il vento e torna il sereno». Dal pulpito un amico, Franceschino, ricorda di essersi sentito come «un quarto fratello» tanta era forte la loro complicità, «la nostra amicizia era speciale e il destino ti ha tolto alla famiglia che amavi. Io prometto di stare loro sempre vicino». Dopo aver lasciato l’obitorio dell'ospedale, la salma ha raggiunto il porto dove le imbarcazioni gli hanno reso omaggio con il suono delle sirene. A fine esequie gli amici hanno urlato “Sarai sempre con noi, non ti lasceremo mai”, facendo volare in aria palloncini biancazzurri, come i colori del Pescara, sua squadra del cuore. Poi hanno srotolato lo striscione con su scritto: "Sull'immensità del mare ora brilla un'altra stella". E sulla bara, portata a spalla dagli amici, la foto di Marco innamorato del mare, rose e gerani bianco e azzurri con i pensieri di chi lo ha amato lasciati con un pennarello nero sulla maglietta bianca: “Marcolì, non ti dimenticheremo mai”. La salma riposerà nel cimitero di San Silvestro.

