Le terme di Caramanico chiuse: consiglio provinciale straordinario

PESCARA. Si parlerà delle Terme di Caramanico nella seduta del consiglio provinciale di Pescara convocata per lunedì alle 12 in seduta straordinaria e aperta, nella sala Tinozzi di palazzo dei Marmi....
PESCARA. Si parlerà delle Terme di Caramanico nella seduta del consiglio provinciale di Pescara convocata per lunedì alle 12 in seduta straordinaria e aperta, nella sala Tinozzi di palazzo dei Marmi. Una seduta pensata per «individuare soluzioni che portino alla tempestiva riapertura delle Terme, al completamento della piscina termale, all’erogazione delle prestazioni termali in regione e al rilancio turistico dell’area anche con iniziative tese a destagionalizzare il turismo». Questo l’obiettivo dei consiglieri provinciali che hanno chiesto e ottenuto la convocazione e cioè Gianni Chiacchia, Federico Acconciamessa, Alessandro D’Ascanio e Nunzio Di Donato. Sarà un dibattito allargato perché al consiglio provinciale sono stati invitati a partecipare parlamentari, Regione e sindaci. Hanno ricevuto l’invito gli onorevoli Luciano D’Alfonso, Nazario Pagano e Guerino Testa, il presidente della Regione Marco Marsilio, l’assessore regionale Nicola Campitelli il dirigente della Regione Dario Ciamponi e i sindaci di Caramanico Terme, Lettomanoppello, San Valentino, Salle, Roccamorice, Abbateggio, Sant’Eufemia a Maiella, Turrivalignani, Serramonacesca e Scafa, i centri direttamente coinvolti.
I tre consiglieri provinciali sottolineano l’impatto che la chiusura delle Terme ha avuto «sull’offerta turistica della zona, con conseguenze molto negative per il personale formato in maniera specifica, per il settore ricettivo e ristorativo e per l’offerta delle prestazioni termali». Il consiglio, dicono, sarà un’occasione importante per parlare «della crisi delle Terme e delle prospettive future anche con le associazioni di categoria del settore turistico ricettivo e delle associazioni interessate» e per «coordinare iniziative sistemiche di tutti i Comuni, per la valorizzazione dell’intero territorio». La speranza di Chiacchia, Acconciamessa, D’Ascanio e Di Donato è che «un ente sovracomunale come la Provincia entri nel merito della questione per trovare una soluzione in grado di ridare vita all’impianto termale di Caramanico, considerata la latitanza della Regione in merito all’argomento». L’auspicio, concludono, è che si arrivi alla «riapertura dello stabilimento termale già nel 2023» e che «si avviino i lavori della piscina termale pubblica all’interno del parco termale».

