Le visite istituzionali «Grazie all’Italia per la lotta al terrorismo»

25 Maggio 2017

Il presidente al Quirinale dal Capo dello Stato Mattarella Poi il colloquio con il premier «Paolo» a Palazzo Taverna

ROMA. Donald Trump ringrazia l'Italia per il suo contributo nella lotta al terrorismo e per la stabilizzazione della Libia. L'Air Force One del quarantacinquesimo Presidente americano lascia Roma, destinazione Bruxelles, quando la Casa Bianca traccia da Washington il bilancio politico della sua prima visita lampo in Italia. E conferma che al di là delle formule di rito, la visita rinsalda ottime relazioni tra le due sponde dell'Atlantico, un rapporto personale tra Trump e Gentiloni che si va consolidando e anche un dialogo costruttivo in vista del G7 che si apre a Taormina venerdì: nel colloquio bilaterale si è parlato dei due nodi principali, il clima e il commercio, e in particolare sul tema del protezionismo si registrano passi avanti. Nessun riferimento invece ci sarebbe stato alla questione dei fondi per la Nato. Insomma, poco glamour da dolce vita e tanta politica e lavoro, per la prima romana del presidente Usa. Nella sua intensa mattinata, Trump vede prima il Pontefice, quindi il Capo dello Stato Sergio Mattarella al Quirinale e infine riceve il premier Paolo Gentiloni a Villa Taverna. Dove si svolge prima un bilaterale, al quale fa capolino anche la first lady Melania, poi una passeggiata nel giardino della residenza dell'ambasciatore americano a Roma, con l'invito di Trump a Gentiloni di unirsi a lui nel saluto ai dipendenti dell'ambasciata. E qui i presenti hanno registrato il passaggio del presidente Usa a un colloquiale «Paolo» nel rivolgersi al premier italiano. «Trump - recita la nota della White House - ha ringraziato l'Italia per il suo contributo agli sforzi nella lotta al terrorismo, per la sua partecipazione alla coalizione globale anti Isis e il suo ruolo attivo in Iraq e in Afghanistan». Quindi si è complimentato con Roma anche per i suoi «importanti sforzi diplomatici per cessare le violenze in Libia». Una visita informale fortemente condizionata dalla strage delle bambine di Manchester che ha rafforzato la convinzione comune che, come ricorda Sergio Mattarella, la lotta alla jihad «è il primo punto dell'agenda politica, la priorità» per l'Italia come per gli Usa.«Dal G7 impegno comune contro il terrorismo», conferma Gentiloni dopo aver visto Trump. Mentre fonti italiane raccontano che sul "nodo" ancora aperto del protezionismo, si è andati al concreto, ipotizzando il via libera Usa, nella dichiarazione finale del G7, a una formula che affermi il libero mercato ma nella reciprocità tra i Paesi.