Legge mancia, il 26 novembre si riaccende lo scontro in aula

15 Novembre 2024

L’AQUILA. L'ultimo consiglio regionale si è concluso rapidamente per l'assenza del piatto forte che è in cottura da parte della maggioranza: l'emendamento dei gruppi di centrodestra che sostituirà l'a...

L’AQUILA. L'ultimo consiglio regionale si è concluso rapidamente per l'assenza del piatto forte che è in cottura da parte della maggioranza: l'emendamento dei gruppi di centrodestra che sostituirà l'articolo "mancia" della legge di stabilità 2024 costituito da alcune decine di pagine con l'indicazione dei vari beneficiari. Non sappiamo se questo è avvenuto per difficoltà tecniche o politiche di composizione del nuovo allegato.
Una cosa è certa anche se la capigruppo non è stata ancora convocata: il consiglio regionale dovrà tenersi entro fine novembre perché la maggioranza ha la necessità politica di sostituire quell'allegato. Data probabile dunque martedì 26 novembre. «Ci sono meno risorse pertanto dovranno apportare un taglio (da 21 a 15 milioni, se non 10, ndr): con quale criterio e metodo allo stato non è dato sapere», afferma Silvio Paolucci, capogruppo del Pd. «Ma c è di più, la data di approvazione del nuovo allegato è talmente vicina alla fine dell'esercizio finanziario che i dirigenti avranno pochissimo tempo per impegnare le relative somme. Insomma il rischio è che una parte di quelle risorse non verranno mai impegnate per altro», incalza il dem che lancia una provocazione: «Il rischio è che da settimane la riottosa maggioranza giochi più con "i soldi del monopoli" lasciando magari ad una parte di essa o dei suoi consiglieri, quelli più accorti o solleciti, l'intero boccone. Ricostruzione, più o meno ironica a parte, resta il tema di un capovolgimento delle priorità. Con le drammatiche questioni aperte dai racconti quotidiani sulla sanità per arrivare alla questione della grave crisi del mondo del lavoro e del comparto dell'automotive, la maggioranza da settimane è alle prese con una conflittuale discussione al proprio interno per le nomine, per lo scontro interno a Fratelli d'Italia ormai noto e con svolazzanti file di Excel che non quadrano mai...». (l.c.)