Lettera a Gentiloni, sale la tensione

16 Luglio 2017

Forconi, dei comitati civici: «Sindaco, liberiamo le strade dalla feccia arrogante»

MONTESILVANO. La lettera aperta inviata dal sindaco Maragno al premier Gentiloni e al ministro Minniti in tema di immigrati ha sollevato una scia di reazioni. A cominciare da quella dei comitati cittadini sorti negli ultimi mesi proprio per sollecitare un intervento dell’amministrazione contro il degrado e l’arrivo di nuovi profughi.
«Sindaco», commenta Marco Forconi, portavoce di #RiprendiamociMontesilvano, «nella lettera non avrei usato il termine “appello” ma avrei chiosato con un “ultimatum”: si faccia forza, prenda coraggio, indossi la fascia tricolore per ripulire le nostre strade invase dalla feccia arrogante oppure la restituisca e non disponga più patrocini per feste etniche, né partecipi a tavoli con quelle associazioni e cooperative, politiche e religiose che mirano più all'inclusione dei denari nei propri conti correnti piuttosto che quella sociale dei migranti economici».
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente del comitato di via Firenze, Osvaldo Cucciniello. «Maragno ha generato lui stesso dei problemi, prima consentendo l’apertura dei Cas, poi aderendo allo Sprar e infine sgomberando il ghetto di via Ariosto senza valutare le conseguenze. Ora questi problemi gli stanno esplodendo in mano e allora lui, per tutelarsi almeno dal punto di vista dell’immagine, scrive a Gentiloni. Perché piuttosto non ha indossato la fascia il 2 luglio per mostrare vicinanza ai suoi cittadini?».
A schierarsi dalla parte del primo cittadino, rispendendo ai mittenti le accuse, è invece il consigliere Mauro Orsini. «Qualcuno ci rende il compito difficile», commenta, «diffondendo notizie che procurano allarme. C’è chi dichiara che la lettera di Maragno andava scritta al prefetto, ma ignora che la competenza in materia di espulsioni è del ministero dell’Interno, mentre altre dichiarazioni sull’utilizzo del Daspo dimostrano che quelli dalla chiacchiera facile non hanno letto il decreto Minniti che stabilisce che il sindaco può attuare un’espulsione della durata di 48 ore». (a.l.)
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