Lezioni ai ragazzi in ospedale con i prof del Comprensivo 10

26 Ottobre 2020

PESCARA. Sono oltre mille, ogni anno, gli studenti malati che preparano le lezioni su un letto di ospedale con l'aiuto di undici insegnanti dell’istituto Comprensivo 10, guidato da Stefania Petracca....

PESCARA. Sono oltre mille, ogni anno, gli studenti malati che preparano le lezioni su un letto di ospedale con l'aiuto di undici insegnanti dell’istituto Comprensivo 10, guidato da Stefania Petracca. La scuola di strada vicinale Bosco è un importante polo di riferimento in Abruzzo per l’istruzione domiciliare e lo studio nelle sale di degenza di cinque reparti ospedalieri: Chirurgia pediatrica, Pediatria medica, Oncoematologia pediatrica, Otorinolaringoiatria e Ortopedia.
Da pochi giorni è stato inaugurato l'anno scolastico e la referente di plesso, Donatella Petrocco, traccia un bilancio dei ventidue anni di storia della scuola in ospedale (gratuita per le famiglie degli alunni) che ha preparato per gli esami circa 30mila studenti tra i 7 e i 18 anni. «Questo non è un progetto», chiarisce subito Petrocco, «ma una scuola a tutti gli effetti. Ventidue anni fa abbiamo mosso i primi passi con il quarto circolo, diretto da Virginia Di Marco, sostenuti dal grande entusiasmo dell'ex provveditore Sandro Santilli e dell'ex ispettrice scolastica Marisa Bottarel. Abbiamo cominciato a fare lezione con gli studenti ricoverati nel reparto di Ematologia del professor Giuseppe Fioritoni, che contava numerose lungodegenze».
Con il tempo l'idea ha trovato consensi anche nei reparti di Chirurgia pediatrica, guidata dal professor Pierluigi Lelli Chiesa e nell'allora Pediatria medica di Giovanni Visci (oggi diretta da Rita Greco, facente funzioni) quindi Otorino e Ortopedia e Traumatologia, reparti rispettivamenti guidati da anni da Claudio Donadio Caporale e Rocco Erasmo, infine Oncoematologia pediatrica. I docenti (muniti di mascherina) della primaria, infanzia e medie del Comprensivo 10, ogni giorno si recano nei vari reparti, si siedono accanto al letto dello studente ricoverato e con l'ausilio di libri, strumenti informatici, schede tecniche e tanto amore, donano la loro conoscenza e il loro sapere a bambini e ragazzi che altrimenti, a causa del loro stato di salute precario, perderebbero settimane o anche mesi di scuola e rischierebbero l'anno scolastico.
Lezioni di italiano, storia, geografia, matematica e lingua inglese, svolte in collaborazione con gli istituti scolastici di riferimento degli studenti. Ove possibile, nei reparti, è stato messo a disposizione anche un locale con funzioni di aula scolastica. In classe si sta dalle 8,30 alle 13,30. Gli esami di Stato si tengono online, come accade ai tempi del coronavirus. Durante il lockdown, anche la scuola in ospedale di Pescara (altri esempi simili all'Aquila, Teramo, Vasto, Lanciano, Atri, Sulmona, Avezzano) è rimasta chiusa per ragioni di sicurezza.
«Abbiamo ripreso le lezioni con la stessa energia e voglia di fare di sempre», commenta Petrocco che ringrazia, oltre ai primari, il manager Asl Vincenzo Ciamponi «persona squisita ed entusiasta», altri medici e infermieri, Patrizia Accorsi, Daniela Onofrillo, Antonella Sau, Irene Rosini, Gabriella D'Agostino. La scuola in ospedale è un’esperienza professionale e umana straordinaria e unica per gli insegnanti che passano dalla gioia di dare un ottimo voto agli studenti al dolore di perderli, quando la malattia si fa aggressiva. «Ne abbiamo persi tanti di ragazzi, il dolore è immenso», si rammarica Petrocco. Ma ci sono anche momenti teneri nell'album dei ricordi: «Ricordo quella bimba ricoverata al day hospital che per un anno intero si è presentata a lezione indossando il grembiulino sopra al pigiama». Al termine dell'anno scolastico i docenti rilasciano delle valutazioni e gli studenti, una volta usciti dall'ospedale, proseguono il programma d'istruzione a domicilio insieme alle cure.
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