Liberatore scrive a D’Alfonso «Non fai nulla per l’ospedale»

22 Luglio 2017

POPOLI. «Il nostro movimento, dopo alcune partecipate manifestazioni negli ultimi mesi di aprile e giugno, ha avuto degli incontri con lei alla conclusione dei quali, ascoltate le sue parole,...

POPOLI. «Il nostro movimento, dopo alcune partecipate manifestazioni negli ultimi mesi di aprile e giugno, ha avuto degli incontri con lei alla conclusione dei quali, ascoltate le sue parole, sembrava che l'ospedale di Popoli fosse ai primi posti nei suoi pensieri, tant'è che lei li esternò pubblicamente attraverso alcuni mass media. Purtroppo, è passato molto tempo e delle sue considerazioni sulla salvaguardia dell'ospedale non si ha traccia, addirittura dai media si hanno notizie che vanno in tutt'altra direzione». È l'attacco di una lunga lettera che Luigi Liberatore, medico dell'ospedale di Popoli e componente del direttivo del movimento Avanti tutta ha inviato al governatore Luciano D'Alfonso, per riportare all'attuale il discorso lasciato in sospeso sulle attribuzioni assegnate all'ospedale popolese.
«Ci siamo rivolti a lei», scrive Liberatore, «perché la salvaguardia del nostro ospedale dipende solo dalla sua volontà politica e non, come è ormai chiaro, dai tecnici e direttori della Regione che possono interloquire solo avendo un pallottoliere dinanzi a loro. Soppesando però ciò che avviene nella nostra sanità vien da pensare che il suo peso politico non sia poi così notevole ovvero che esso, pur importante, non rivolto verso l'ospedale di Popoli e il centro Abruzzo». Liberatore avverte che a settembre sarà programmata una «grande manifestazione che farà sentire alta la voce. «Raccoglieremo», aggiunge, «migliaia di firme a sostegno di una nostra proposta di legge: inizieremo a chiarire chi siamo i sostenitori dell'ospedale di Popoli, verremo in massa alle vostre sedute consiliari ed inizieremo a denunciare costantemente alle autorità tutto ciò che potrebbe attenere alla loro competenza». «Ci spiace», conclude, «avremmo voluto organizzare una manifestazione per ringraziare la Regione della attenzione verso la struttura sanitaria popolese, rassicurare i cittadini sullo stesso trattamento assistenziale dell'Abruzzo costiero, purtroppo ciò non è avvenuto e quindi Avanti tutta, indietro non si torna». (w.te.)
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