Libri, film e inediti al John Fante Festival di Torricella Peligna

TORRICELLA PELIGNA. Inizia oggi la tre giorni fantiana che il Comune di Torricella Peligna, per l’undicesimo anno consecutivo, dedica a uno dei suoi figli più famosi ed amati, lo scrittore John Fante....
TORRICELLA PELIGNA. Inizia oggi la tre giorni fantiana che il Comune di Torricella Peligna, per l’undicesimo anno consecutivo, dedica a uno dei suoi figli più famosi ed amati, lo scrittore John Fante. Un’edizione, quella di quest’anno, del John Fante Festival-Il dio di mio padre, che ha un filo conduttore nelle “migrazioni”, quelle italiane del dopoguerra e quelle attuali verso l’Europa. Il festival è organizzato dal Comune di Torricella Peligna con la direzione artistica di Giovanna Di Lello, ed è sostenuto dalla Regione Abruzzo.
Il primo giorno è dedicato integralmente a John Fante partendo, in mattinata, con la presentazione dell’antologia “Il dio di mio padre” (Tabula Fati) e con un omaggio a Dan Fante. Si inaugurano, oggi, anche le mostre legate al mondo del fumetto e che saranno aperte per tutta la manifestazione. Nel pomeriggio saranno presentati e poi premiati i tre finalisti del Premio John Fante Opera Prima: Gesuino Nèmus, Simona Garbarini e Marco Peano. Parteciperà la giuria tecnica: Francesco Durante (critico letterario), Maria Ida Gaeta (direttrice di Casa delle Letterature) e Masolino D’Amico (docente dell’Università Roma Tre). Carlo Paris, giornalista Rai, condurrà il momento della premiazione con le letture di Domenico Galasso. In chiusura di giornata, appuntamento con Victoria Cohen Fante (foto), con la lettura di un inedito dal diario di sua madre, Joyce.
In serata è in programma anche la proiezione, in anteprima nazionale, del film di Giovanni Guidelli, “Chiedi alla polvere”. Per chiudere ci sarà un omaggio a John Fante della Fondazione Cesare Pavese. Cosa lega i due autori e perché questo scambio tra il paese di Santo Stefano Belbo e Torricella Peligna, da dove partil nonno dello scrittore italo-americano? Lo spiega Franco Vaccaneo, della Fondazione che ha sede nel paese natale dello scrittore italiano: « Probabilmente Cesare Pavese, di John Fante aveva letto qualcosa nell’antologia Americana di Elio Vittorini. Ma noi della Fondazione, da anni, in ossequio allo scrittore italo-americano, produciamo un vino, dal vitigno del “barolo” delle colline di Crevacuore tanto amate da Pavese, dedicato alla Confraternita dell’uva. Pavese aveva scritto una poesia “Il vino triste” contraltare al concetto di vino come condivisione di Fante. Speriamo che l’esperienza di Torricella Peligna possa essere ripetuta nel nostro comune magari con una lettura da “Il mio cane stupido”».
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