Liceo Da Vinci, corsa contro il tempo per i lavori nella nuova sede

Firmato alla Regione il protocollo per trasferire i 240 ragazzi ospitati nel liceo classico, ma occorre adeguare il centro sociale di piazza dei Grue prima del nuovo anno scolastico
PESCARA. Adesso è ufficiale: i locali dell'ex scuola di piazza dei Grue sono stati assegnati ai 240 studenti, più 50 tra insegnanti e amministrativi, della succursale del liceo scientifico "Leonardo da Vinci" ospite del liceo classico D'Annunzio dall'inizio dell'anno scolastico. La struttura sarà concessa al da Vinci per dieci anni dietro il pagamento di un canone d'affitto di 9800 euro annui. Il protocollo d'intesa tra Comune (proprietario dell'immobile di Porta Nuova), Provincia (ente referente degli istituti superiori) e Regione (ente finanziatore per 100 mila euro della ristrutturazione dei locali dell'ex plesso Grue compresi gli affitti annuali che la Provincia pagherà al Comune scomputando i fondi della Regione) è stato siglato ieri mattina nella sede regionale di viale Bovio. Alla firma erano presenti il governatore Luciano D'Alfonso, il presidente della Provincia Antonio Di Marco, il sindaco Marco Alessandrini, i consiglieri comunali Antonio Natarelli e Lola Gabriella Berardi (che negli ultimi mesi hanno spinto il progetto e sostenuto la lotta del comitato dei genitori, dei docenti e degli studenti che, in piazza o in strada, hanno più volte fatto sentire la loro voce per arrivare al risultato di oggi) e il dirigente del da Vinci Giuliano Bocchia che più volte, in questi mesi, si è scontrato con la preside del classico Donatella D'Amico su questioni riguardanti la convivenza, non sempre facile, tra le due realtà scolastiche.
Il prossimo passo sarà affidare il lavoro di preparazione della gara d'appalto (se ne occuperà l'ingegnere del Comune Pierpaolo Pescara) per arrivare alla definizione dell'avvio dei lavori che dovrebbero essere pronti per settembre. Una data ancora incerta, per via degli iter burocratici non sempre rapidi, ma le parti hanno promesso di premere sull'acceleratore per consentire l'ingresso degli studenti a piazza dei Grue per l'inizio del nuovo anno scolastico. In caso contrario, cioè se gli interventi dovessero slittare, ci si troverebbe di fronte a un'altra situazione di precarietà che tutti stanno tentando di scongiurare. «I lavori dureranno un mesetto, quindi dovremmo farcela, ce la stiamo mettendo tutta», assicura Natarelli. Ma che tipo di interventi di riqualificazione dovranno essere effettuati? «Si dovrà intervenire sulle aule al primo piano, attualmente sono sette (nel passato hanno ospitato gli allievi dell'alberghiero, ndc) e dovranno diventare dieci più due laboratori e una segreteria. Inoltre, si dovrà procedere allo spostamento al pianterreno del centro sociale, che così acquisirebbe nuovi spazi e un giardino per attività ludiche e culturali».
Al pianterreno si trovano anche gli spazi dello sportello cimiteriale di Attiva, dell'archivio rotante, dell'anagrafe. Questi ultimi due locali con ogni probabilità saranno trasferiti altrove per fare posto all'immensa biblioteca, con migliaia di titoli a disposizione dell'utenza, e ai 260 anziani che ruotano intorno al centro sociale Grue diretto da otto anni dall'ex consigliere di quartiere Silvana Di Meco, che non si è mai mostrata «contraria al trasferimento», seppur col cuore in mano, ma su un punto è stata perentoria nel corso di alcuni incontri con i rappresentanti di Provincia e Comune. «Siamo disposti al cambiamento, a patto», puntualizza Di Meco, «che i locali dove andremo saranno riqualificati e resi idonei a ospitare 260 persone che frequentano il centro sociale. Ringraziamo per lo spazio verde, ma bisognerà occuparsi della manutenzione del campetto di bocce in disuso da anni e abbiamo bisogno di un locale spogliatoio annesso alla palestra che si trova ai piani accanto alla biblioteca del fumetto. Avremmo anche bisogno di un bagno in più per maschi e femmine». L'assegnazione della scuola agli studenti dello scientifico ha anche lo scopo, viene precisato nel protocollo d'intesa, di «valorizzare un bene immobile del patrimonio comunale, allo stato attuale sottoutilizzato, con conseguente risparmio sulle spese di gestione e manutenzione del fabbricato».

