Lina, 69 anni, ha detto “no” 5 volte

30 Agosto 2018

C’è chi aspetta gli alloggi di via Tronto e chi non vuole neppure il cibo dell’albergo

PESCARA. Lina Di Monte, 69 anni e un carattere battagliero. È ospite del motel Amico. Ha detto no cinque volte alla chiama del Comune. No alle case ai Gesuiti, a Fontanelle, a Scafa, a Torre de’ Passeri e Montebello di Bertona. E si appresta al gran rifiuto per la sesta volta. Ater e Comune le hanno proposto uno stabile di via Nora. Ma lei non ci sta e spiega le ragioni: «Avevo un alloggio di 84 metri quadrati con gli arredi nuovi posizionati secondo metratura. Con me vive mio nipote di 16 anni e ha bisogno della sua cameretta e della sua privacy. Io sono affetta da dolori di schiena. Mi hanno offerto un alloggio di 57 metri quadrati, senza ascensore e al terzo piano. Chiaramente rifiuterò questa soluzione».
Aspetterà gli alloggi di via Tronto, Lorena D’Incecco che vive all’Holiday con il marito Bruno Ciancia. La proposta Fontanelle è stata rigettata: «Il quartiere è troppo pericoloso». Meglio Rancitelli? «Il mio palazzo non era un Bronx, ci abitavano persone perbene. Fontanelle è troppo lontano dal mio luogo di lavoro, viale Bovio. L’appartamento che avevo prima dello sgombero, lo abbiamo ristrutturato con il sudore della fronte. Non possiamo affrontare altre spese per aggiustare gli alloggi che ci propongono». Dicono, tutte le famiglie, compresa quella di Lorena, di aver dato fondo a tutti i risparmi «per acquistare il cibo, non particolarmente graditi i pasti in hotel. Facciamo la spesa ogni giorno e poi consumiamo sui tavoli del ristorante. Le nostre richieste di variazione della dieta, vengono spesso disattese». Il caso degli sfollati è stato seguito dal Sunia e dal M5S. (c.co.)