Lite finita a coltellate, condannato a 6 anni

27 Maggio 2022

Polacco accusato di tentato omicidio: ferì un suo connazionale dietro alla stazione di Porta Nuova

PESCARA. Sei anni di reclusione, nonostante la riduzione di un terzo della pena applicata per il rito abbreviato scelto dall’imputato. Così ha deciso il gup Nicola Colantonio che ha giudicato il polacco Andrzej Tymanski, 53 anni, senza fissa dimora, che il 6 marzo dello scorso anno si rese protagonista di una violenta aggressione nei confronti di un suo connazionale di 32 anni, E.R. (anche lui senzatetto), colpendolo violentemente al torace con una coltellata in via Orazio, proprio dietro la stazione di Porta Nuova, abituale ritrovo di stranieri. Tentato omicidio e porto abusivo del coltello, le accuse contestate all’imputato (assistito dall’avvocato Fabio Abruzzese) che venne arrestato tre giorni dopo il fatto.
I carabinieri, grazie anche alle riprese filmate di una telecamera della zona, riuscirono a ricostruire in tempi brevi l’accaduto e poi ebbero tutte le conferme dalla stessa parte offesa quando si riprese dal delicato intervento chirurgico dopo l’immediato trasporto in ospedale. Fu infatti necessario un «urgente intervento salva vita», come scrive nel capo di imputazione il pm Luca Sciarretta, «volto ad eliminare la gravissima emorragia interna causata dalle lesioni inferte all’arteria mammaria e al sacco pericardico, con risparmio per pochissimi millimetri del miocardio». Insomma, sarebbe bastato un nulla per trasformare l’accaduto in omicidio, visto che la lama sfiorò il cuore. Quando la vittima giunse in ospedale si parlava di una profonda ferita dovuta ad una caduta, ma ai medici è bastato intervenire sulla ferita per capire che si era trattato di una violenta coltellata, tanto che all’interno del torace era rimasto un pezzo della lama di 12 centimetri utilizzata per l’aggressione.
Le telecamere ripresero quasi tutta la scena del crimine: le immagini raccontavano della discussione tra i due e l’imputato che tirava fuori dalla tasca un oggetto appuntito. Dopo qualche istante, in cui i due sparivano dalla telecamera, dal filmato si vedeva chiaramente l’imputato allontanarsi mentre la vittima si accasciava a terra e veniva soccorsa da una donna. E proprio la presenza della donna, compagna della vittima, sarebbe stata l’origine dell’aggressione. Un’offesa nei confronti della ragazza, qualche insulto volato da una parte e dall’altra, e i due si affrontano: poi arriva la coltellata.
Appena ripreso dall’intervento, la vittima ricostruì tutto ai carabinieri, fornendo ogni elemento utile a comprendere il motivo della lite e soprattutto il nome dell'accoltellatore, permettendo così l’arresto di Tymansky che venne tradotto nel carcere di Napoli. Il giudice ha anche disposto per l’imputato l’allontanamento dal territorio dello Stato italiano appena espiata la pena.