Lite nel condominio sui nidi di rondini: non dovete toccarli
Il caso in via Forca d’Acero: una donna ferma gli operai chiamati dall’amministratore per effettuare la rimozione
PESCARA. Ieri mattina due operai, chiamati dall'amministratore del condominio, erano pronti a distruggere quasi dieci nidi di rondine presenti alla sommità dei due plessi di un palazzo di via Forca d'Acero ai civici 4 e 6, ai due passi dall'ospedale e alle spalle di via del Circuito. Ma a bloccare questa operazione ci ha pensato la strenua protesta di una delle condomini, Mirella Iaconi, da sempre ambientalista convinta e soprattutto amante di questi volatili, simbolo per eccellenza della primavera.
I due addetti alla rimozione hanno desistito dal proseguire nell'opera dopo aver parlato telefonicamente con l'amministratore, che almeno per il momento, ha preferito sospendere l'intervento.
«Sono decenni che vivo qui», racconta Mirella Iaconi, «e ogni anno è davvero una bellezza vedere arrivare questi stormi di rondini che tornano a occupare i nidi del nostro palazzo. Vorrei capire quale sia il fastidio che danno, non sono mica piccioni. Sono uccelli molto utili alla natura perché mangiano gli insetti. Sicuramente l'amministratore avrà agito a seguito della richiesta di qualche altro condomino».
Dal racconto della Iaconi, quest'anno, le rondini sono arrivate in via Forca D'Acero un po' prima rispetto al solito, intorno alla metà di marzo e sono rimaste fino a dieci giorni fa.
«Quando mi sono accorta dell'arrivo degli operai», aggiunge la residente, «mi sono opposta fermamente affinché non andassero avanti con la distruzione di questi nidi che poi l'anno prossimo le rondini sarebbero costrette a ricostruire. In passato tante volte ho chiamato la Forestale per salvare dei piccoli di rondine. Vedere questi stormi e vedere come vengono alimentati i piccoli è davvero uno spettacolo della natura, fanno tenerezza».
Secondo fonti dell’Unione europea le rondini sono diminuite del venti per cento negli ultimi vent’anni. Tra le cause c'è anche il fatto che la rondine, essendo un animale abitudinario e territoriale, quando torna spesso non trova più il proprio nido, tolto o bruciato dall'uomo, che non si rende conto del danno che sta causando all’ambiente.
«La rondine», spiega Anna Narciso della sezione Lipu L'Aquila (Lega italiana protezione uccelli), «è un animale protetto da leggi nazionali e internazionali. È assolutamente vietato distruggere i nidi con la presenza dei volatili all'interno, si incorre nella caccia con mezzi impropri a specie protetta. La legge invece non vieta la rimozione dei nidi in questo periodo che gli uccelli sono già migrati, però possiamo parlare di ignoranza ambientale per chi li rimuove. È ovvio che come Lipu ci piacerebbe vedere tutti i nidi salvi».
«Come Lipu», conclude Anna Narciso, «siamo intervenuti per fermare la distruzione di decine e decine di nidi che per le rondini sarebbe impossibile ricostruire».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

