Lite nel parco, l’africano: «Sono la vittima»

5 Luglio 2019

Ieri l’interrogatorio dei due feriti. Il giovane torna libero, ai domiciliari il pescarese che lo ha aggredito

PESCARA. Dice di essere innocente, anzi di più: dice di essere una vittima, il 26enne originario del Mali, Jaiek Al Diarra, che lunedì sera è rimasto ferito in maniera grave in una lite violentissima con un italiano, Spartaco Filosa, 46 anni, pescarese. Sono stati bloccati dalla polizia, che li ha separati e fatti soccorrere dal 118, dopodiché gli uomini della squadra mobile li ha arrestati e sono entrambi piantonati in ospedale. Ieri il giudice per le indagini preliminari Nicola Colantonio, dopo l’interrogatorio e la convalida dell’arresto, ha disposto per l’africano l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, per cui di fatto è libero, mentre per l’italiano gli arresti domiciliari. Al primo viene contestato il reato di lesioni, all’altro il reato di tentato omicidio. Durante l’interrogatorio, Diarra ha ricostruito i fatti di lunedì, che hanno riacceso i riflettori sul parco e sulla zona di piazza Santa Caterina, dove è avvenuto tutto. E avrebbe detto, alla presenza del suo difensore, Fabio Abbruzzese, di essere stato avvicinato dal pescarese (uno sconosciuto, per lui) che gli avrebbe chiesto 20 euro di fumo. Sentendosi dire che non li aveva, il pescarese lo avrebbe accoltellato e sarebbe fuggito, rincorso dalla vittima che non voleva perderlo di vista. Una volta raggiunto, lo avrebbe fatto cadere a terra, in strada, dove l’italiano sarebbe stato colpito con un calcio da due africani accorsi in aiuto del ferito. Questa la versione del 26enne, che non escluderebbe lo sfondo razzista dell’accaduto. Quando sarà dimesso dall’ospedale, il giovane imbianchino (che lunedì aveva 2,5 grammi di marijuana) tornerà a casa dalla compagna e dal figlio. (f.bu.)