«Lite per le nomine» Il Pd all’attacco della maggioranza

Consiglio comunale bloccato da giorni dagli emendamenti Pagnanelli: «Guerra interna tra Forza Italia e il gruppo Lega»
PESCARA. Una maggioranza «spaccata», «litigiosa», in balia delle correnti interne e della «lotta tra i partiti per la spartizione delle poltrone», in primis la nomina dei vertici delle società partecipate e alcuni capitoli di spesa del bilancio. È così che i consiglieri comunali del Partito democratico Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli, Stefania Catalano e Giovanni Di Iacovo descrivono i retroscena che hanno portato, nell’ultima settimana, a bloccare la discussione in consiglio comunale relativa al Documento unico di programmazione (Dup) e al piano triennale delle opere pubbliche.
«Stiamo assistendo a una guerra interna alla maggioranza», rileva Pagnanelli, «tra coloro che rimangono fedeli al sindaco, vedi Forza Italia e le liste civiche, e quelli che, fin dall’inizio, hanno cercato di tirargli uno sgambetto, come il gruppo della Lega capitanato da Vincenzo D’Incecco e Marcello Antonelli. Ma questo è solo un modo di ottenere altre contropartite mentre fuori la città è completamente ferma».
Al momento la maratona in aula, iniziata lo scorso lunedì, è in fase di stallo dopo una prima tranche di emendamenti di maggioranza che sono stati prima presentati e poi ritirati dal consigliere Udc Massimiliano Pignoli e da Forza Italia, mentre restano in piedi quelli firmati dai politici della Lega e di Fratelli d’Italia. «Questa lotta interna per le poltrone non ci permette di andare avanti e di giungere all’approvazione del Dup e del triennale in tempi ragionevoli», rimarca Giampietro, «abbiamo assistito a vicende imbarazzanti in consiglio, perché l’amministrazione è distratta da altre vicende. La seduta si è aperta con la prima smentita dei sindacati per il mancato coinvolgimento al bilancio, dopo che il sindaco aveva dichiarato l’esatto contrario». L’opposizione, riunita ieri mattina nel piazzale esterno del Municipio, ha rappresentato alcune «urgenze ed emergenze» come le fogne intasate e la manutenzione di alcune zone che non compaiono nell’agenda delle priorità del sindaco Carlo Masci. «Per gli allagamenti», prosegue il capogruppo del Pd Giampietro, «ci hanno risposto che la competenza è dell’Aca e perciò il nostro emendamento al Dup è stato bocciato. Una totale presa in giro c’è stata per il completamento di piazza Nilde Iotti, nell’ex Gmg, ai Colli, visto che l’intervento progettato e finanziato dal centrosinistra è stato stralciato dalla programmazione delle opere pubbliche». «Sono stati bocciati i nostri emendamenti migliorativi a un documento privo di contenuti», aggiunge Catalano, «la minoranza non è mai stata ascoltata dal sindaco». Sottolinea «la mancanza di interventi concreti a sostegno di manifestazioni e istituzioni culturali» il consigliere Di Iacovo, ex assessore alla Cultura nella precedente amministrazione. «In soli due anni», rileva, «Pescara è precipitata in fondo alla classifica nazionale per l’offerta culturale perché, con la scusa del Covid, è stato spento un settore vivo e importante. In bilancio è stata finanziata un’unica iniziativa, il festival dannunziano, decretando la morte di tutte le altre manifestazioni».

