Lo smog nelle città, si salva solo L’Aquila Il rapporto di Legambiente svela i dati

10 Febbraio 2024

PESCARA. Nel 2023, 18 città italiane su 98 hanno superato i limiti giornalieri di Pm10, indice di inquinamento atmosferico da polveri sottili. In stallo tutte le città abruzzesi, fatta eccezione per...

PESCARA. Nel 2023, 18 città italiane su 98 hanno superato i limiti giornalieri di Pm10, indice di inquinamento atmosferico da polveri sottili. In stallo tutte le città abruzzesi, fatta eccezione per L’Aquila. È quanto si evince dal report "Mal’Aria di città 2024", presentato da Legambiente, redatto nell’ambito della Clean Cities Campaign.
ll report ha analizzato i dati del 2023 nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (PM10, PM2,5) che del biossido di azoto (NO2).
«I dati», spiega Legambiente, «evidenziano un miglioramento rispetto all’anno precedente, principalmente attribuibile alle condizioni meteorologiche favorevoli che hanno caratterizzato il 2023, non ad un effettivo successo delle azioni politiche intraprese per affrontare l’emergenza smog. Tuttavia, le città italiane, da Nord a Sud, presentano ancora considerevoli ritardi rispetto ai valori più stringenti proposti dalla revisione della Direttiva europea sulla qualità dell'aria che entrerà in vigore dal 2030».
Per quanto riguarda l'Abruzzo, L'Aquila è la sola a risultare al di sotto della soglia di allerta e a non dover ridurre la concentrazione delle polveri sottili, Chieti deve ridurla del 25%, Pescara del 20% e Teramo dell'1%. «Ancora una volta l’obiettivo di avere un’aria pulita nei centri urbani italiani rimane un miraggio, come dimostra la fotografia scattata dal nostro rapporto Mal’Aria di città», dichiara Silvia Tauro, presidente di Legambiente Abruzzo, «le fonti sono note così come sono disponibili e conosciute le azioni e le misure di riduzione delle emissioni, ma continuiamo a registrare ancora forti e ingiustificati ritardi nel promuovere soluzioni trasversali». «I dati del 2023 ci dicono che il processo di riduzione delle concentrazioni è inesistente o comunque troppo lento», spiega Donatella Pavone, direttrice di Legambiente Abruzzo, «alla luce degli standard dell'Oms, che suggeriscono valori limite molto più stringenti di quelli attuali, la situazione diventa ancora più critica. A oggi, infatti, le città abruzzesi dovranno intensificare gli sforzi per ridurre le polveri sottili, ad accezione dell’Aquila che si distingue sull’intero territorio nazionale. Bisogna determinare una svolta per ridurre l'impatto sanitario sulla popolazione italiana, il costo associato, e il danno agli ambienti naturali». (m.p.)
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