Lo Stato paga i debiti del Comune No a nuove tasse e tagli alle spese

Il ministero dell’Interno si prepara ad assegnare 12 milioni a Pescara per la restituzione di un prestito Masci: «Il governo non dovrà più bloccare i soldi dell’Imu». Seccia: «Così garantiremo tutti i servizi»
PESCARA. L’amministrazione comunale riuscirà a pagare il maxi debito di oltre 12 milioni di euro che grava sulle casse dell’ente a causa della restituzione anticipata di un prestito, acceso con lo Stato nel 2015 per evitare il dissesto finanziario. Ieri il sindaco Carlo Masci e l’assessore al bilancio Eugenio Seccia hanno fatto sapere che il ministero dell’Interno assegnerà a Pescara i soldi necessari per coprire interamente il debito.
La città può così tirare un sospiro di sollievo, perché non sarà necessario ricorrere a nuove tasse e ai tagli alle spese per pagare le rate del prestito. Si eviterà anche il blocco degli incassi dell’Imu che sarebbe dovuto scattare nel caso in cui il Comune non avesse onorato il debito.
arrivano i soldi «Siamo molto felici di annunciare ai cittadini che dalla recente Conferenza Stato-città è emersa la soluzione che stavamo aspettando e per la quale abbiamo quotidianamente lavorato in questi ultimi due mesi». Così, ieri, sindaco e assessore hanno annunciato l’arrivo dei 12 milioni 462mila euro. Il provvedimento che assegna la somma richiesta sarebbe alla firma del ministro dell’Interno. Pescara otterrà la quota di maggior rilievo stanziata dal governo, per complessivi 22 milioni 600mila euro, per otto città italiane, tra cui il capoluogo adriatico risulta essere il più grande demograficamente. Gli altri Comuni sono Castelluccio dei Sauri (provincia di Foggia), Leonforte (Enna), Avola (Siracusa), tutti in predissesto come Pescara e poi Mascali (Catania), Misilmeri (Palermo), Quarto (Napoli), San Cipriano D’Aversa (Caserta), sciolti questi ultimi per infiltrazioni mafiose.
la sentenza Bisogna ricordare che il debito del Comune nasce da una sentenza della Corte costituzionale del 2019 che obbliga tutti i Comuni a restituire non più in 30 anni, ma in 10 i prestiti accesi per evitare il dissesto. Pescara ha ottenuto nel 2015 oltre 33 milioni di euro e quest’anno, oltre a una rata cresciuta da un milione 400mila e 3 milioni 900mila euro, deve pagare anche gli arretrati delle quote degli anni passati. In totale 12 milioni 462mila euro.
stop a tasse e tagli La notizia dell’arrivo dei soldi dal ministero è giunta a pochi giorni dal termine del pagamento del debito. Alla scadenza, lo Stato si sarebbe rifatto sull’Imu prelevando l’imposta pagata quest’anno dai pescaresi. «Abbiamo rischiato di perdere l’Imu con gravi conseguenze per l’attività amministrativa», ha fatto presente Masci.
Inoltre, il Comune aveva già predisposto un piano alternativo fatto di nuove entrate e tagli alle spese, nel caso non fosse arrivato l’aiuto dal governo. «Il rischio più grande», ha avvertito Seccia, «sarebbe stato quello di non poter garantire tutta quella serie di servizi che soprattutto adesso, in una fase di grande sofferenza internazionale e di incremento dei costi per le forniture di energia elettrica e di materiali, ci avrebbe esposto ad un forte rallentamento dell’attività amministrativa».
Tuttavia, superato il problema di quest’anno, l’amministrazione comunale ora dovrà pensare al pagamento delle rate future, aumentate di oltre 3 milioni rispetto al passato.
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