Lo studente ferito con un coltello «Con la rissa non c’entro nulla»

Ieri la polizia ha sentito in ospedale il sedicenne colpito al torace: «Non so che cosa sia accaduto» Identificati tutti i partecipanti alla lite. Quattro al momento i denunciati, fra loro un maggiorenne
PESCARA. «Io con quello che è successo non c’entro niente. Non c’entro nulla con la rissa e non c’entro niente con l’aggressione. Io era appena uscito da scuola e stavo per tornare a casa quando sono stato colpito dalla coltellata. Non so perché non so cosa è successo. Io so solo che stavo per conto mio con i miei amici».
Queste in sintesi le parole del 16enne di Montesilvano, attualmente ricoverato nel reparto di Chirurgia Pediatrica, a causa di una coltellata alla parte destra del torace, ricevuta giovedì in via Parco Nazionale d’Abruzzo, davanti all’istituto Acerbo.
Ieri mattina, il ragazzo, che ne avrà almeno per una trentina di giorni, è stato ascoltato nel suo letto d’ospedale dai poliziotti della squadra mobile, diretti da Gianluca Di Frischia, che si stanno occupando delle indagini e quindi di ricostruire nel dettaglio quanto avvenuto, in pochi minuti, attorno alle 14. In realtà, grazie alle immagini delle telecamere, dei vari filmati girati in quegli istanti e dalle varie testimonianze, il quadro è già chiaro. I principali responsabili della rissa sono stati identificati e denunciati. Si tratta di tre ragazzini di 15-16 anni e di un maggiorenne. Sono accusati di rissa aggravata e lesioni. Fra loro, il 15enne che ha sferrato la coltellata. Lui deve rispondere anche i porto abusivo di arma. Ossia un coltello, il quale continua a sostenere di aver trovato a terra e comunque di averlo usato solo per difendersi dal branco. Non voleva fare del male, insomma, a nessuno, tanto meno al 16enne di Montesilvano, colpito, stando a quanto emerso sino ad ora, per un errore. Tutto sarebbe partito da un agguato proprio nei suoi confronti per uno screzio avvenuto in mattinata o il giorno precedente. All’uscita da scuola, attorno alle 14, il 15enne sarebbe stato raggiunto da un gruppetto, composto da coetanei dell’Acerbo e non soltanto, circondato e aggredito. Lui avrebbe provato ad allontanarsi, in qualche modo a difendersi, mostrando anche il coltello, che sostiene di aver trovato per caso, forse caduto a qualcuno. Considerando che era in netta minoranza, senza però esito. Poi ad un certo punto, sarebbe stato tramortito da due colpi ricevuti da dietro con un casco da moto. Rialzatosi da terra, avrebbe cercato di raggiungere il ragazzo che lo aveva ferito, procurandogli fra l’altro un trauma cranico, giudicato guaribile in sette giorni. Ragazzo che nel frattempo era scappato in direzione di un gruppetto di studenti. A quel punto, forse nel tentativo di colpirlo, ha preso per sbaglio il 16enne di Montesilvano, che era lì per i fatti suoi, il quale è stato poi immediatamente soccorso. Il fatto ha avuto anche un seguito sui social con video e filmati vari, girati anche con i telefonini, foto, messaggi e minacce. Tutto ora è in mano e al vaglio della squadra mobile che anche ieri ha continuato a sentire i ragazzini direttamente coinvolti e non solo per chiudere il cerchio. Ognuno prova a giustificarsi.
Ma per gli investigatori si tratta di un fatto gravissimo che avrà pesanti ripercussioni. E a quanto pare non solo a livello giudiziario. Provvedimenti in corso anche da parte della scuola. Di qui l’invito della polizia ai ragazzi ad evitare di farsi giustizia da soli e quindi se hanno problemi a parlarne in famiglia e se è necessario con le forze dell’ordine.

