Locali da ballo ancora chiusi Gli esercenti: fateci ripartire

Il presidente della categoria: unici della catena del divertimento rimasti fermi Coinvolti anche tanti stabilimenti: pronti a ridurre gli ingressi e a vigilare
PESCARA. Ricominciare a ballare con tutte le precauzioni del caso, ma ricominciare. I locali da ballo sono l’ultimo settore della catena del divertimento a essere preso in considerazione, nonostante i gestori siano convinti di poter riportare la gente in pista garantendo le norme anticontagio al pari di cinema e sagre, e probabilmente meglio della movida.
«A livello nazionale stiamo elaborando un protocollo di sicurezza anti-Covid», spiega Aldo Bertoni, presidente provinciale del Silb-Fipe, l’associazione della Confcommercio che rappresenta i locali da ballo e di intrattenimento notturno. «Siamo convinti di essere in grado di far rispettare tutte le norme necessarie: con il nostro personale possiamo essere “controllori” del rispetto delle regole, e allo stesso tempo siamo facilmente “controllabili”. Basti pensare a come è ripartita la movida e agli assembramenti ai quali assistiamo in tanti centri, e non solo a Pescara. In un locale, a differenza di quanto avviene nelle strade e nella piazze, soprattutto dopo la mezzanotte, ci sarebbero steward e buttafuori in grado di vigilare: si possono assicurare ingressi scaglionati, rispetto delle distanze e verifiche con il termoscanner».
Di certo l’estate alle porte, per un settore che “vive” di assembramenti, sarà quanto mai particolare. «Purtroppo tutto è cambiato», sottolinea Bertoni, «ma ce ne facciamo una ragione e ci comportiamo di conseguenza, allineandoci a tanti altri luoghi pubblici: come dappertutto si dovrà indossare la mascherina anche per ballare, si dovrà restare distanti e bisognerà osservare le distanza tra i tavoli. Ma è meglio così che restare fermi».
Tra l’altro la ripartenza del settore in questo momento, a Pescara e dintorni, riguarderà soprattutto locali all’aperto e stabilimenti che hanno da tempo abbinato il divertimento notturno all’attività balneare. «Andranno ovviamente ridotti gli accessi per garantire maggiore distanziamento», continua il presidente Silb-Fipe, «ma non possiamo più restare in silenzio mentre tutta la catena del divertimento si sta rimettendo in movimento, e noi restiamo gli unici dimenticati: eppure siamo un settore che nella zona interessa una settantina di attività, che in alcuni casi occupano fino a trenta o quaranta stagionali».
Domani il Silb nazionale è atteso da un confronto con il Governo a Roma. «Subito dopo», conclude Bertoni, «chiederemo un incontro urgente all’assessore regionale alle Attività produttive Mauro Febbo, per riaprire in sicurezza le nostre attività e garantire alla nostra clientela il divertimento sano che da sempre contraddistingue i professionisti dell’intrattenimento».
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