Locali e movida, si chiude più tardi: cambiano gli orari per le festività

Nell’incontro di ieri, primo accordo tra associazioni e amministratori comunali: così fino al 6 gennaio Ma gli esercenti chiedono un’ordinanza annuale e una linea di condotta unica per tutte le zone
PESCARA. Orari più morbidi e soprattutto uniformi su tutta la città, con le giornate clou delle festività ancora più flessibili.
Cambierà così la vita notturna dei locali del food and beverage pescaresi tra il 20 dicembre e il 6 gennaio. È quanto emerso ieri sera in una riunione tra il sindaco Carlo Masci, l’assessore alle Attività produttive, Alfredo Cremonese, il presidente della commissione Commercio Fabrizio Rapposelli e i rappresentanti delle associazioni di categoria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Ascom. Per questa settimana si prosegue con gli stessi orari, ossia mezzanotte da domenica a giovedì e l’una e mezzo venerdì e sabato per i locali di piazza Muzii. Sempre l’una e trenta per il resto della città.
Poi, dal 20 dicembre, si aprirà una parentesi più adatta all’aria festaiola del Natale. Come già successo durante il periodo di alta stagione dell'estate, anche sotto Natale gli orari saranno uniformati in tutta la città. Una scelta che è sempre stata richiesta dagli esercenti della zona di piazza Muzii che si sentono considerati di serie B, proprio per via della maggiore rigidità disposta nelle ordinanze. Ma il distretto del centro di Pescara, oggetto di un braccio di ferro atavico, ora più che mai è sotto la spada di Damocle della richiesta di risarcimento da 2 milioni e mezzo di euro, per i danni subiti dal rumore notturno, presentata dai residenti riuniti nel comitato Tranquillamente Battisti. Presto in Comune potrebbe arrivare anche l’azione da parte degli esercenti che stanno preparando un ricorso contro le ordinanze e che, con ogni probabilità, conterrà pure una richiesta di risarcimento. «Trovare il punto di equilibrio tra gli interessi contrapposti è davvero difficile», ammette l’assessore Cremonese. «Credo che Pescara in alcuni mesi dell’anno debba poter esprimere il suo massimo e quei mesi sono sicuramente quelli estivi e dicembre. Questa amministrazione sta cercando di trovare un compromesso tra le diverse esigenze. Ad anno nuovo bisognerà pensare a un meccanismo definitivo, che consenta una programmazione a lungo termine».
«Ritengo che questa differenziazione continua nei giorni mandi l'utente in confusione», commenta Barbara Lunelli di Confartigianato. «Ho proposto una linea di condotta univoca, in modo che le persone sappiano cosa poter fare e quando poterlo fare. Il problema c’è ed è reale, e la mediazione non si riesce a trovare. Per questo credo che bisogna lavorare su soluzioni strutturali, ad esempio pannelli fonoassorbenti e un coordinamento forte tra esercenti e forze dell'ordine».
«Continuiamo a dire che ci deve essere un’ordinanza unica a livello annuale o comunque per periodi più lunghi. Per questo si sta tentando di lavorare con l’amministrazione per soluzioni intermedie», aggiunge Gianni Taucci per Confesercenti. «La settimana delle festività natalizie è come quella di ferragosto», sottolinea Riccardo Padovano per Confcommercio. «Abbiamo chiesto al sindaco soluzioni migliori, specie nelle giornate festive e semifestive, ma non solo. A chiusura dei locali, il vociare delle persone che temporeggiano crea rumore. Ho chiesto un supporto di Ambiente, così da farle allontanare, cominciando subito le operazioni di pulizia».

