«Lorenzo è magico» In delirio i fan arrivati da tutta Italia

Canti, balli, visi colorati, bandane e fiori: è il popolo di Jova Requisiti creme e fagiolini. E c’è chi ha rivenduto i biglietti
MONTESILVANO. «Chi è Jovanotti? Un ragazzo magico. Ci trasmette voglia di libertà, energia, armonia e condivisione». È educato, sano e giocoso il popolo del Jova Beach party che si diverte, gioca, canta, balla, si dipinge il viso col rossetto, si fascia la testa di bandane e cappelli colorati e fantasiosi. Hanno atteso lunghe ore con i piedi scartavetrati sulla sabbia, ma sono stati ripagati dal mega show di Lorenzo Cherubini che ogni tanto usciva sul mega palco («Ciao, sono Jova quello del beach party» ha scherzato) cantava, saettava, filosofeggiava. Applausi, tanti, gli sono arrivati dai ragazzi disabili, coordinati da Paola Patricelli.
Ieri pomeriggio un fiume di fans adoranti, ragazzi ma anche meno giovani, a gruppi o in solitaria, sciamava composto e lento su viale Aldo Moro liberata dalle auto, e anche dalle biciclette, parcheggiate e ammucchiate negli stalli posizionati all’altezza di via Adige. Alessandra Tabilio, pescarese, sistema la bici nella rastrelliera. In tasca ha il biglietto per il concerto: «Torno a vedere lo spettacolo di Jovanotti dopo anni, quando ci andai con la mia amica Patrizia incinta e oggi, con noi, c’è anche il bimbo di 8 anni».
Il popolo del beach party sbucava da tutte le parallele del viale Moro, divenuta una sorta di red carpet dove si sono materializzati anche i venditori abusivi di birra e acqua. Vincenzo Zenobio arriva da Napoli. Alle 16 dice di «non aver venduto neppure una bottiglia», ma forse teme controlli delle forze dell’ordine.
Che invece hanno pizzicato Marco e Alessandro, pescaresi: «La polizia ci ha cacciati più di una volta, ma noi cambiamo sempre postazione. Dobbiamo vendere queste 1200 bottiglie d’acqua per sopravvivere». Simone, invece, vive in Australia ma è pescarese. Fa le “vasche” lungo l’asfalto perché deve smollare un biglietto: «Lo rivendo a 50 euro, era di mio padre che non è potuto venire al concerto». Chi non lo avrebbe perso per nulla al mondo è Gino “Gin Mic” Micolucci: «Non potevo mancare. Su quella spiaggia io giocavo da bambino e ci veniva anche il sindaco Ottavio De Martinis» dice mostrando il ticket d’ingresso (59,80 euro) insieme a Isabella Duminico.
Al primo cittadino, e alla sua giunta, sono arrivati mille complimenti da un gruppetto di “figli dei fiori” di Caserta. Serena Broccoli, Chiara De Angelis, Pietro Squillacioti e Marika Di Zoio, dicono di esserci «rimasti male» quando hanno saputo dell’annullamento dello spettacolo a Vasto, «ma poi siamo arrivati a Montesilvano e abbiamo scoperto una città bella pulita, con la macchina organizzativa che ha funzionato perfettamente. Ci torneremo. Tanto di cappello al sindaco che ha fatto il colpaccio».
Dopo aver lasciato le auto in sosta (10 euro), la folla ha dovuto affrontare la lunga passeggiata a piedi sul lungomare interdetto prima di arrivare nella cittadella open space del Jova, tra i bagni Bruno e il lido Sabbia d’oro. In questa vasta area hanno trovato una serie di gate d’ingresso, subìto il controllo dei biglietti, delle borse (requisiti dalla security spray, profumi, creme solari, lozioni antipuntura di zanzare, cilindri di patatine, persino un barattolo di fagiolini) e come se non bastasse sono stati anche col metal detector. Nulla, tutto è filato liscio. Neppure il meteo incerto, con la pioggia incombente che poi è arrivata in serata, ha rovinato la festa a quell’oceano di corpi accaldati, ignudi, etnici, ubriachi. Di alcol e di entusiasmo. Il gruppo di Villamagna, composto da Simone “Lomonos” Ferrara, Giulia Manzullo, Simone Sterli, Silvia Giandomenico, Gabriele Cicchini, Andrea Fabrizio, Nicla Laganà e “Nocciolino” si è portato dietro la morbida borraccia colante di vinello fresco dal gusto delizioso, il “Pian di mare” proveniente dalle cantine del teate. «Scrivetelo», hanno esortato i ragazzi dal volto dipinto«che l’Abruzzo è l’ombelico del mondo, per citare una canzone di Jovanotti, la regione più bella e questa festa ce l’abbiamo dentro». Chi di alcool ne aveva dentro parecchio, ma si è divertito da matti («Potrò dire: io c’ero”) è Vicentino Cortoni, arrivato da Orvieto insieme a Janeva, Romina, Damiano, Elena e Gabriele: «Per noi Jovanotti è armonia, libertà e condivisione». Un «ragazzo magico» hanno tatuato sul petto Paola, Giulia L., Giulia S. e Milena, da Foggia, «come lui, nessuno». Nell’aria profumo di arrosticini, porchetta e pizze proveniente dai lidi sul mare. Non tutti soddisfatti, però.

