Lorenzo ha rifiutato anche 40 mila euro «Faccio agricoltura bio, come farei dopo?»

3 Dicembre 2014

BUCCHIANICO. L’Abruzzo dà e l’Abruzzo toglie. È il caso di Lorenzo Tucci, giovane imprenditore agricolo che, grazie a dei bandi regionali e ai fondi messi a disposizione dalla comunità europea, ha...

BUCCHIANICO. L’Abruzzo dà e l’Abruzzo toglie. È il caso di Lorenzo Tucci, giovane imprenditore agricolo che, grazie a dei bandi regionali e ai fondi messi a disposizione dalla comunità europea, ha deciso di scommettere sull’agricoltura biologica. Trafile burocratiche, controlli e certificati per arrivare a produrre mais, granoduro, girasole e orzo a rotazione, ma anche olivo, asparagi, tartufi, funghi, tutto biologico, tutto con grande soddisfazione. Ed è proprio su quei terreni che dovrebbe passare l’elettrodotto Villanova-Gissi di Terna. Ed è la stessa Regione ad aver consentito quella tratta. «Sto ancora pagando il mutuo su quelle terre», racconta Lorenzo, «sono decine di migliaia di euro. La cosa strana è che la Regione quando viene a controllare la produzione biologica si preoccupa di avvertire che non avvenga vicino a dei vigneti dove può capitare l’uso di diserbanti, e poi mi ci fanno passare sopra un elettrodotto da 380mila volt». Terna per un diritto di passaggio su due ettari e mezzo ha offerto prima 5mila euro per poi arrivare fino a 40mila. «Ma ho sempre risposto di no», spiega Lorenzo, «in questo modo mi bloccano tutto, non potrò più vivere del mio lavoro, nè piantare vigneti o alberi ad alto fusto. E poi chi compra prodotti biologici all’ombra di un elettrodotto?». Lorenzo ha preso questa strada grazie al padre. «È lui che mi ha insegnato a rispettare la terra», racconta, «ogni coltivazione l’ha sempre fatta in modo naturale, ho seguito le sue orme. La beffa», conclude, «è anche che io non ho bisogno di energia: mi produco tutto quello che mi serve con i pannelli solari. Questa è una vallata dove c’è tutto: terra, acqua e sole». (d.d.l.)