Lotta alla variante: i vaccini non bastano

Le Asl restano senza dosi sufficienti di Pzifer in attesa della nuova fornitura Mercoledì ne arriveranno altre 42mila, ma già si sa che ne servono di più
PESCARA. Le dosi non basteranno. Né ora né in futuro. Non poteva esserci notizia peggiore per l'Abruzzo alle prese con una lotta che diventa impari contro la variante Delta.
I numeri parlano chiaro: la Asl dell’Aquila, fino a ieri, non aveva dosi sufficienti per coprire i giorni che separano l’Abruzzo dalla nuova fornitura di vaccini. Gliene mancavano mille e ha chiesto aiuto a Teramo. Anche le Asl di Chieti e Pescara sono agli sgoccioli. Ma devono tenere duro fino a mercoledì quando in Abruzzo arriveranno 36 contenitori refrigerati, ciascuno con 1.170 dosi Pfizer per un totale di 42.120 vaccini che già sembrano essere insufficienti. Ma stiamo parlando solo del presente.
A VISTA. La navigazione è praticamente a vista. E se guardiamo al futuro diventa agitata. Alla nostra regione infatti occorre oltre un milione di dosi per arrivare in tempo all’immunità di gregge, cioè alla copertura dell’80 per cento della popolazione. Ma il calcolo è presto fatto.
Le dosi giunte finora in Abruzzo sono quasi 1.400.000. Di queste ne sono state somministrate 1.250.000. Ciò significa che, in media, ciascun abruzzese avrebbe ricevuto la sua prima dose di vaccino ma per avere l’immunità globale ne servirà una quantità identica: oltre un milione. Una quantità che, con i ritmi attuali dei rifornimenti, sembra essere un traguardo irraggiungibile.
TRA IL DIRE E IL FARE. Ma all’Abruzzo, così come alle altre regioni, viene categoricamente chiesto di mantenere un target alto, superiore alle 11mila somministrazioni al giorno, per il quale però non viene rifornito a sufficienza. Ma c'è un altro ostacolo emerso negli ultimi giorni che metterà a dura prova la tenuta dell’apparato regionale che conduce la campagna dei vaccini. L’ostacolo è rappresentato da nuovo cambio repentino - l’ennesimo delle ultime settimane - delle priorità imposte dal commissario, Francesco Figliuolo.
PRIMA LA SCUOLA. Da lui è partito l'ordine alle regioni di mettere, da questo momento in poi, in cima alla lista delle persone da vaccinare quelle appartenenti al mondo della scuola. Il diktat del generale è di somministrare dosi al maggior numero possibile di docenti e personale Ata rimasti senza copertura.
Ma qual è il problema difficile da risolvere? L'ostacolo principale per la Regione è di individuare i nominativi del personale scolastico non vaccinato che, in Abruzzo, rappresenta il 20% del totale. Ma non è facile scovare i loro nomi perché non esistono elenchi trattandosi di una vaccinazione non obbligatoria. L’unica strada che la Regione può percorrere è quella di andare a ripescare le manifestazioni d’interesse relative alla scuola, registrate, diversi mesi fa, sulla propria piattaforma, escludendo da questo elenco i nomi degli insegnati e del personale tecnico già immunizzati.
AGOSTO NON BASTA. Il tempo è maledettamente breve perché andrebbe fatto in un mese, continuando a somministrare dosi a tutti gli altri abruzzesi prenotati ma senza alcuna certezza sulle dosi in arrivo. «Noi ce la stiamo mettendo tutta», dichiara al Centro Maurizio Brucchi, coordinatore regionale per la campagna vaccinale, «chiediamo però al governo le dosi necessarie e, per quanto riguarda l’ultima priorità, di lanciare subito una campagna di sensibilizzazione rivolta al personale scolastico in modo da facilitarci il compito di individuare chi non è vaccinato.
LE DUE VELOCITÀ. A Brucchi chiediamo di chiarire un altro aspetto della campagna vaccinale in Abruzzo. La domanda è semplice: le Asl, come è stato detto dalla Regione a giugno, avrebbero dovuto chiamare i cittadini per anticipare le seconde dosi. È stato fatto? La risposta del coordinatore regionale svela un sistema di vaccinazione che viaggia su corsie differenti. I richiami sono stati anticipati a Teramo e all’Aquila; parzialmente anticipati a Pescara ma non fatti dalla Asl di Chieti che segue un proprio percorso. Non solo tra regioni diverse ma anche all'interno della stessa regione si creano due pesi e due misure.
NON SIAMO CENERENTOLA. Parliamo infine di numeri significativi. Grandi numeri, riferiti alla campagna vaccinale in Abruzzo. Le tabelle in alto indicano in modo semplice l’andamento delle vaccinazioni in cui la nostra regione non è una regina ma neppure Cenerentola. La fascia d’età più coperta è quella degli over 80, mentre gli under 19 sono i meno protetti. Infine, la terza tabella mostra come l’Abruzzo sia riuscito a recuperare un chiaro ritardo di giugno riallineandosi alla media nazionale. L'ultima media di dosi somministrate ogni giorno in Abruzzo è di 11.618. Con questo ritmo ci vorrebbero 2 mesi e 10 giorni per coprire l'80% della popolazione vaccinabile. L’obiettivo sarebbe raggiunto il 19 settembre 2021.

