Luca, giovane inventore dell’App che evita le maxi file in spiaggia

19 Giugno 2020

Originario di Casalanguida (Chieti) vive e lavora a Manchester. L’idea gli è venuta a Fossacesia Lui racconta: «Con questo dispositivo puoi ordinare bevande e pranzi da sotto l’ombrellone»

Prenotare un caffè direttamente sotto l'ombrellone. Ordinare un gelato o un pranzo veloce nello stabilimento più vicino, stando comodamente sdraiati al sole. Senza file e senza rischio di assembramenti, con un semplice clic. È abruzzese l'app "Beach bar", nata dall'intuizione di Luca Santovito, 34 anni, originario di Casalanguida, in provincia di Chieti, che dopo gli studi si è trasferito a Manchester, in Inghilterra, per lavoro.
Impiegato alla Pilkington, era appena arrivato a Fossacesia quando è scattato il lockdown. L'app è nata così: guardando il mare, «alla ricerca d'ispirazione, nei lunghi giorni di quarantena, con l'idea di dare forma a qualcosa di innovativo».
Un progetto frutto della collaborazione con Santo Gigliotti, 37enne di origine calabrese che vive e lavora in Svizzera. L'app "Beach bar", scaricabile gratuitamente su qualunque dispositivo, è già in funzione in alcuni stabilimenti dell'Abruzzo e della Puglia. «La stiamo perfezionando, «dice Santovito, «ma il meccanismo è molto semplice e consente un utilizzo agevole anche da parte di bambini e anziani.
L'APP DEL LOCKDOWN. È uno dei tanti esempi di start up create durante l'emergenza coronavirus, quando il fermo totale ha dato più spazio alla riflessione e al lancio di nuove, interessanti, idee.
«Il 9 marzo scorso ero per lavoro in Abruzzo, quando è scattata la chiusura totale», racconta Santovito, «così, bloccato a Fossacesia Marina, ho iniziato a pensare ad un'idea che potesse evitare gli assembramenti, in un settore come quello degli stabilimenti balneari, tra i più colpiti dalla crisi del Covid-19. L'intento era duplice: evitare gli assembramenti e migliorare il servizio, rendendolo più veloce». Dal confronto con Gigliotti, esperto in informatica, è venuta fuori l'app "Beach bar", da lunedì scorso operativa in Abruzzo, che potrebbe presto trovare spazio negli stabilimenti di tutta Italia.
UN CLIC PER PRENOTARE. Il meccanismo è semplicissimo: «L'app», spiega Santovito, «può essere scaricata su dispositivi mobili e fissi. Per accedere al servizio l'utente deve effettuare la registrazione e scegliere tra le due opzioni disponibili. I balneatori, con una procedura molto facile, possono creare un profilo del proprio stabilimento, definire schematicamente l'area di riferimento, inserire il numero di ombrelloni e, in tempo reale, creare il menù giornaliero, in base alle scorte».
Il menù può essere modificato in qualunque momento, con l'ausilio di oltre mille slot, per evidenziare, ad esempio, il piatto del giorno, le offerte e le promozioni o, semplicemente, un prodotto di richiamo.
La seconda sezione è riservata agli utenti, che troverà sulla home page dell'app il nome degli stabilimenti presenti in zona. «Sarà sufficiente inserire il codice del proprio stabilimento e il numero dell'ombrellone», sottolinea Santovito, «per consultare il menù disponibile e prenotare, cliccando sul tasto ordina».
SOTTO L'OMBRELLONE. Al momento della prenotazione, il bar dello stabilimento riceverà una notifica con l'ordinazione. «Il cliente potrà seguire, dallo smartphone lo stato dell'ordine: inviato, in preparazione, completato», evidenzia Santovito, «sarà il singolo gestore a stabilire se programmare un servizio a domicilio, con i prodotti che arrivano direttamente in spiaggia o avvisare l'utente, quando la prenotazione è pronta per essere ritirata al bar, senza fare file e senza inutili attese». L'app, in via di perfezionamento, non prevede pagamenti on line «per rendere la procedura più snella e di facile utilizzo, anche da parte di bambini e anziani». Il conto verrà saldato al momento della consegna dei prodotti ordinati.
L'INNOVAZIONE. «Come per “Beach bar", il lockdown ha favorito un proliferare di start up», dice Santovito, «nate dalle idee di giovani menti che hanno voglia di creare progetti innovativi, che vadano ad incidere positivamente sulla vita quotidiana, offrendo servizi aggiuntivi. Abbiamo pensato alla spiaggia, per evitare il rischio di contagio e mantenere il distanziamento tra i clienti, viste le regole sanitarie che andranno applicate anche negli stabilimenti balneari, ma i campi di applicazione sono molto vasti».
I due ideatori di "Beach bar" stanno lavorando al miglioramento dell'applicazione e alla creazione di un data base che possa fungere da raccolta dati per sviluppare altre funzioni. «Le applicazioni telematiche consentono di migliorare i servizi in tutti i settori, dall'industria, alla medicina, alla commercializzazione dei prodotti», conclude Santovito, «ma l'Italia è indietro rispetto al resto dell’Europa. Bisogna invece spingere sull'acceleratore e innovare».