Luciani: riaprire i negozi, non c’è rischio di contagi

19 Marzo 2021

Dopo la protesta degli esercenti, appello a Marsilio di sindaco e assessore «Stop alle restrizioni: gli esercenti sono allo stremo, devono tornare a lavorare»

FRANCAVILLA. Dopo la protesta pacifica dei negozianti di Francavilla, che hanno svuotato e spento le luci delle vetrine per dire basta alle chiusure forzate, il sindaco Antonio Luciani e l’assessore al Commercio Luisa Russo lanciano l’appello al presidente della Regione Marco Marsilio per chiedere la riapertura. «La categoria è letteralmente allo stremo, anche in considerazione del ritardo nell’invio dei ristori che, seppure in minima parte, avrebbero potuto aiutarla a tirare avanti ancora per qualche settimana. I commercianti si trovano attualmente a dover affrontare i costi per i nuovi arrivi primaverili, senza aver potuto vendere la merce invernale, con conseguente aumento della situazione debitoria», così Luciani e Russo in una lettera inviata al governatore. Poi vanno dritti al punto: «Ti chiediamo di escludere dalle restrizioni della prossima ordinanza le attività commerciali al dettaglio. A Francavilla i contagi stanno scendendo, anche se capiamo che non si tratta di una discesa tale da escludere Francavilla dalle zone interessate da restrizioni. Tuttavia, grazie alla nostra particolare conformazione urbanistica e territoriale, l’apertura degli esercizi commerciali non arrecherebbe alcun rischio di diffusione del contagio». E proseguono: «La città è caratterizzata da attività commerciali di piccolissime dimensioni, dislocate su sette chilometri di costa e altri 7 chilometri di strada statale Adriatica. Non esiste un vero e proprio centro nel quale l’apertura dei negozi di vicinato comporterebbe il rischio di assembramenti. D’altronde, attualmente sono comunque aperti supermercati, alimentari, tabacchi, edicole, negozi di ottica, computer, telefonia, abbigliamento per bambini, estetisti, parrucchieri, fiorai, ferramenta e così via, risultando penalizzati, a titolo esemplificativo, negozi di abbigliamento, gioiellerie, pelletterie e calzature, costretti a restare chiusi, con rischio di imminente e definitivo fallimento, senza una vera ragione di natura sanitaria». Secondo sindaco e assessore, dalle scelte future può dipendere il destino «di intere famiglie che ormai non sanno più come arrivare a fine mese, come provvedere a pagare le utenze dei locali commerciali oltre che delle loro abitazioni e addirittura iniziano ad avere difficoltà anche nel portare un pasto in tavola». Luciani e Russo auspicano un ripensamento di Marsilio «ferme restando le altre misure restrittive, ma evitando di disporre la chiusura delle attività commerciali al dettaglio, anche in vista dell’arrivo della primavera che consentirebbe ai commercianti di riavviare il lavoro e contenere la grave crisi economica in atto».