Luciani: «Sono un argine al populismo»

8 Marzo 2018

Francavilla al Mare. Il sindaco rilancia l’ipotesi di una sua candidatura in attesa delle dimissioni del governatore D’Alfonso

FRANCAVILLA AL MARE. «L'amministrazione del prossimo anno, che sarà la stessa o forse no: chi può dirlo, visti gli esiti delle elezioni che si susseguono? Però, finché siamo qui, noi facciamo la cosa giusta...». È uno dei passaggi dell’intervento di Antonio Luciani, nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, che più fa discutere le forze politiche francavillesi. Il sindaco si è espresso così parlando, o meglio alludendo ai suoi possibili impegni politici futuri, durante la discussione sulla Tari. L’assemblea ha poi approvato un aumento, nell’ordine delle 90mila eurol’anno, per la tassa sui rifiuti nel 2018 (vedi articolo in basso) , ma il messaggio politico di Luciani è l’aver rilanciato l'ipotesi (in realtà, mai accantonata dal primo cittadino di Francavilla) di una sua prossima discesa in campo per le consultazioni regionali, nel momento in cui l’attuale governatore dell’Abruzzo, Luciano D'Alfonso, fresco di elezione al Senato della repubblica, deciderà di lasciare ufficialmente la presidenza della Regione.
Come ha ribadito egli stesso, D'Alfonso è in attesa della nomina ufficiale a Palazzo Madama. In ogni caso, si prenderà tutti i trenta giorni di tempo che gli sono attribuiti prima di presentare le dimissioni da governatore. Se questo dovesse accadere, Luciani avrebbe a sua volta 7 giorni per lasciare l'incarico francavillese e intraprendere la corsa per L'Aquila. In questo caso, il Comune verrebbe commissariato fino alla prossima finestra dedicata alle elezioni amministrative, prevista nella primavera del 2019. I tempi per una nuova scelta di campo, e di un eventuale ripensamento, ci sono tutti: in Regione, si voterebbe infatti 180 giorni dopo lo scioglimento del Consiglio regionale, dunque in autunno. E per Luciani si potrebbe persino aprire una via alternativa a quella delle dimissioni, al momento solo una ipotesi di scuola, ossia quella di essere sfiduciato dal Consiglio. Ipotesi che, com’è già avvenne in passato per il sindaco di Chieti, Nicola Cucullo, gli consentirebbe di ripresentarsi al Comune per un terzo mandato, nel caso dovesse andar male l’avventura in Regione. Una corsa, quella per l’Emiciclo, che comunque parte con la benedizione di diversi sindaci del Chietino, ribadita in una recente riunione tenuta a Lanciano, alla presenza dello stesso D'Alfonso. In ogni caso, le parole dette da Luciani in Consiglio non sono passate inosservate. «Luciani si dimette, Luciani non si dimette: questo è il dilemma», commenta sul filo dell’ironia Livio Sarchese (M5s), «di sicuro, sembra voler confermare la volontà di spiccare il volo verso altri lidi istituzionali. Che dire? Francavilla tornerebbe al voto a poco più di due anni dalla sua rielezione, con buona pace degli elettori che gli hanno conferito un nuovo mandato. Se l’avessi votato, mi sentirei tradito.Ma la politica è una partita a scacchi, la cui mossa successiva è sempre avvolta da un alone di mistero». E che dice il diretto interessato? «Non ho mai cambiato idea» spiega Luciani. «Faccio il sindaco con soddisfazione, ma se me lo chiederanno, e se servirà ad arginare la deriva populistica, sono pronto a combattere».
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