Luciani toglie l’incarico a Campli La maggioranza è appesa a un filo

16 Novembre 2019

Nuovo scontro con l’assessore all’urbanistica e ritiro della delega dopo le liti sulla mancata riapertura di largo Orio Vergani e sul bilancio. Ora Alleanza Democratica rischia di far cadere l’amministrazione 

FRANCAVILLA. Tanto tuonò che piovve. Dopo mesi di incomprensioni, screzi e posizioni ben lontane, il consiglio comunale di giovedì sera ha prodotto la frattura tra il sindaco Antonio Luciani e il suo assessore all'urbanistica Davide Campli, a cui ieri mattina il primo cittadino ha revocato l'incarico al termine di un confronto durato oltre due ore.
Se è vero che a far esplodere la pentola ci ha pensato l'emendamento proposto sulla mozione per la cittadinanza onoraria per Liliana Segre, proposto dal gruppo di Campli, Alleanza Democratica, sarebbe riduttivo ricondurre i motivi del divorzio al singolo episodio. Più opportuno invece è scavare negli ultimi mesi di convivenza, in cui sindaco e assessore non hanno viaggiato sulla stessa lunghezza d'onda.
La vicenda relativa alla riapertura al traffico di largo Orio Vergani era stata la prima avvisaglia, punto sul quale il sindaco si è sempre mostrato intransigente.
Un secondo elemento di contrasto c'era poi stato sul discorso legato al bilancio di fine agosto, quando i consiglieri di Alleanza Democratica Valeria Spacca, Antonio Iurescia e Luca Paolucci avevano votato a favore della tesi presentata dall'opposizione, impedendone l'immediata approvazione.
Segnali che già avevano incrinato i rapporti tra il sindaco e l'assessore, riemersi prepotentemente giovedì sera, quando il gruppo legato a Campli ha presentato un emendamento alla mozione per la cittadinanza onoraria alla senatrice Segre, con cui ha chiesto un ricordo tanto dell'Olocausto quanto delle vittime delle foibe. Emendamento ritenuto incompatibile dal sindaco, che al momento della votazione - peraltro approvata dall'aula insieme alla mozione - ha abbandonato la seduta.
In quel momento, probabilmente, Luciani ha capito che qualcosa andava fatto perché rimanere sulla stessa barca e remare in direzioni opposte non era più possibile. Così ieri mattina ha incontrato Davide Campli e al termine di una lunga riunione ha deciso di revocargli l'incarico. Una scelta tanto delicata quanto ponderata, che rischia di avere ripercussioni più importanti rispetto al singolo episodio.
L'allontanamento del sindaco da Campli infatti, può creare una spaccatura nella maggioranza non facile da ricucire. Tutto dipenderà da quello che intenderanno fare i quattro consiglieri di Alleanza Democratica, il gruppo che fa capo all'ormai ex assessore, vale a dire Luca Paolucci, Valeria Spacca, Antonio Iurescia e Michele Accettella. Dopo aver perso strada facendo Rocco Paolini e Francesco Todisco, sempre per il discorso legato a largo Orio Vergani, se la maggioranza dovesse fare a meno anche dell'appoggio di tutti o di alcuni consiglieri di Alleanza Democratica non avrebbe più i numeri per governare.
Questo Luciani lo sa, ma come sempre ha fatto tira dritto per la sua strada: «E' un rischio, ma potrebbe non accadere. Purtroppo, con l'assessore Campli siamo arrivati al punto in cui le nostre visioni sono totalmente differenti. Abbiamo parlato con serenità, ci siamo spiegati e abbiamo capito che questa era la scelta migliore. Lo ringrazio per la professionalità e per l'impegno messi fin dal primo giorno».
Poi continua: «Io ho le mie idee e le porterò avanti, finché potrò farlo. Ho avuto 10mila preferenze da parte dei cittadini che mi legittimano a prendere decisioni, come largo Vergani, che fin quando sarò sindaco resterà chiusa al traffico».
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