M5S al ministro Trenta: «Un aiuto per Rancitelli»

La responsabile della Difesa a Montesilvano incontra Alessandrini e Panichella La candidata sindaco: «Ho chiesto il suo intervento per ripristinare la legalità»
PESCARA. Sabato sera, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta era a Montesilvano. Ma il suo arrivo non era stato reso noto. «Si è trattato di una visita riservata», hanno spiegato fonti del Movimento 5 Stelle. Ma quella breve visita è comunque servita ai candidati sindaci 5 Stelle di Pescara e Montesilvano Erika Alessandrini e Raffaele Panichella per incontrare il ministro e per segnalargli alcuni problemi. In particolare Erika Alessandrini, reduce poco prima da un confronto pubblico con gli altri candidati sindaci al cosiddetto Ferro di cavallo nel cuore di Villa del Fuoco, ha parlato ad Elisabetta Trenta dei problemi della periferia di Pescara e ha chiesto il suo aiuto «per ripristinare la legalità» nel quartiere considerato più difficile della città.
L’incontro è stato svelato dalla stessa candidata che ha fatto anche delle precisazioni in merito al dibattito con gli altri aspiranti sindaci. La cronaca di quel dibattito è stata riportata in un articolo pubblicato sul Centro di domenica scorsa, in cui si diceva che la candidata M5S «ha ammesso di non essere mai stata» al Ferro di cavallo. La stessa frase è stata riportata anche in un articolo pubblicato lunedì scorso. Alessandrini ha fatto presente che nei due articoli «sono state riportate affermazioni che non ho mai fatto. Nel mio primo intervento ho affermato che, prima di essere una consigliera comunale, non ero stata al Ferro di cavallo, come la maggior parte dei cittadini pescaresi». «Ma, a partire dal 2014, con l’elezione a consigliere comunale, ho invece iniziato puntualmente a visitare tutte le periferie della nostra città. In cinque anni ho visitato ripetutamente Rancitelli e, in particolare, il Ferro di cavallo».
Ma torniamo all’incontro con il ministro. «Ho chiesto ad Elisabetta Trenta», ha raccontato Alessandrini, «l’aiuto del governo per ripristinare la legalità, la giustizia, le condizioni giuste di vita per i tanti residenti onesti e desiderosi di vivere normalmente. Abbiamo bisogno di interventi sulla sicurezza, sulla socialità, sui servizi. Abbiamo bisogno delle attrezzature di quartiere e della presenza costante di tutte le istituzioni». «Noi non ci arrendiamo e non ci arrenderemo mai», ha proseguito la candidata M5S, «vogliamo che lo Stato, la Regione, il Comune vincano senza se e senza ma. Vogliamo abbattere le inferriate dei piani terra del Ferro di cavallo che proteggono gli spacciatori. Vogliamo che Pescara si riprenda ciò che le è stato sottratto dalla malavita, anche impiegando l’esercito, se fosse necessario, per presidiare gli spazi pubblici più difficili dei quartieri a rischio, dove anche le forze dell’ordine hanno difficoltà ad entrare».
Del resto, durante il confronto con gli altri candidati sindaci, Erika Alessandrini ha proposto di intervenire «drasticamente» nel Ferro di cavallo. «Dobbiamo riprenderci», ha affermato, «anche con le demolizioni quello spazio noto alle cronache nazionali e diventato simbolo di illegalità e violenza. Un luogo dove lo Stato non esiste più e la malavita detta la legge del più forte». «Ci sono case», ha osservato, «dove gli spacciatori arrestati vengono rimessi ai domiciliari in attesa di processo e dove continuano imperterriti a vendere morte a buon mercato ai figli di una città che guarda attonita e ormai quasi senza speranza».
Alessandrini ha poi smentito la dichiarazione di un candidato consigliere che sosteneva che M5S al governo avrebbe bloccato i fondi per le periferie. «Il governo, con la manovra 2019», ha sottolineato, «ha superato lo stallo creato dal Milleproroghe, ripristinando il miliardo di euro ai 96 progetti vincitori del bando per la riqualificazione delle periferie».
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