M5S e Rifondazione: no alle spiagge libere privatizzate

15 Aprile 2021

PESCARA. «L’amministrazione privatizza uno dei nostri beni pubblici più preziosi». È duro l’attacco che i consiglieri del M5S lanciano sul bando per l'affidamento della gestione di 5 tratti di...

PESCARA. «L’amministrazione privatizza uno dei nostri beni pubblici più preziosi». È duro l’attacco che i consiglieri del M5S lanciano sul bando per l'affidamento della gestione di 5 tratti di spiagge libere per 8 anni.
«Un tempo di affidamento infinito», dicono Erika Alessandrini e Paolo Sola, «a imprese e cooperative, che gestiscono gli affari in un’ottica di incasso e non di interesse pubblico».
Molte le perplessità dei pentastellati in merito all'accessibilità per i disabili e all'autonomia di gestione delle tariffe sul noleggio delle attrezzature. «Aspetti sui quali occorre intervenire urgentemente, per restituire alle spiagge libere la naturale vocazione di bene pubblico», commentano.
Sollevano dubbi sulla legittimità del bando, Maurizio Acerbo e Corrado Di Sante, di Rifondazione Comunista perché «il piano demaniale regionale prevede che siano al massimo affidate a coop sociali e associazioni senza scopo di lucro. Non è accettabile che si prosegua con la privatizzazione del demanio marittimo», evidenziano i due esponenti che invitano la giunta a revocare il bando. (m.pa.)
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