M5s, Pd e sindacati dicono no al centro unico per gli anziani

21 Maggio 2015

MONTESILVANO. La proposta della giunta Maragno di accorpare i tre centri sociali per anziani di via Antonelli, via Napoli e via Lago di Bomba, in nome della spending review, sta sollevando un vespaio...

MONTESILVANO. La proposta della giunta Maragno di accorpare i tre centri sociali per anziani di via Antonelli, via Napoli e via Lago di Bomba, in nome della spending review, sta sollevando un vespaio in città dove gruppi politici, sindacati e comitati spontanei sono sul piede di guerra per scongiurare questo progetto. A cominciare dal Movimento 5 Stelle che opponendosi all’iniziativa, chiede piuttosto un riordino delle associazioni cittadine al fine di supportare solo quelle realmente utili e operative.

«Mentre nei centri più progrediti si pensa di progettare città a misura di anziano», commenta il capogruppo, Manuel Anelli, «a Montesilvano andiamo controcorrente dicendo: "o vieni dove ti diciamo noi oppure goditi la tua solitudine"». Il M5S invita la giunta a tagliare dove esistono veramente gli sprechi. «Il Comune paga affitti mensilmente a varie associazioni per decine di migliaia di euro», prosegue Anelli. «Inoltre, la proposta di spending review arriva proprio dall’assessore Parlione, che nel periodo 2010-2012 ha beneficiato di 38 mila euro di contributi comunali per l’associazione che preside, l’università della Terza età». Sulla stessa lunghezza d’onda il Pd cittadino, che pur ritenendo necessario un riordino dei sodalizi presenti a Montesilvano definisce «fuori luogo» il taglio dei centri per anziani soprattutto in virtù della difficoltà di spostamento, della sicurezza stradale e della frammentarietà del territorio cittadino.

«Proprio per questo», osserva la segretaria del partito, Romina Di Costanzo, con i consiglieri Pietro Gabriele e Feliciano D’Ignazio, «il gruppo consiliare pd avendo, coinvolto i sindacati di categoria, si è fatto promotore di una mozione contraria a quanto sta accadendo, insieme al M5S». A schierarsi contro la scelta della giunta Maragno di accorpare i centri sociali, definendola «poco funzionale e penalizzante per le fasce più deboli della popolazione», sono inoltre i responsabili locali di Cgil Spi, Cisl pensionati e Uil Fpl. «Riteniamo la scelta inopportuna in quanto le distanze e il radicamento nel rione di appartenenza», commentano, «esporranno inevitabilmente l’anziano a maggiori rischi per la sicurezza nel raggiungere la sede del centro sociale e, nel caso rinunciasse, a una maggiore solitudine».

Per scongiurare la chiusura dei 3 centri, è stato costituito nei giorni scorsi il comitato “Anziani di Montesilvano” rappresentato da Leda Di Benedetto, Giovanni Di Giacomo, Pasquale Facciolini e Antonietta Spinelli. (a.l.)

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