Ma da Alba parte la protesta Questa mattina sit-in all’Aquila

19 Novembre 2019

ALBA ADRIATICA. Il grido d’allarme della costa teramana risuonerà nell’Emiciclo aquilano. Operatori turistici, amministratori comunali e semplici cittadini delle località più colpite dall’erosione...

ALBA ADRIATICA. Il grido d’allarme della costa teramana risuonerà nell’Emiciclo aquilano. Operatori turistici, amministratori comunali e semplici cittadini delle località più colpite dall’erosione costiera e dalle mareggiate dei giorni scorsi, infatti, questa mattina si presenteranno alla riunione delle ore 11 del consiglio regionale, convocato in seduta urgente per trattare anche del tema della messa in sicurezza della riviera.
Nutrita, sarà la delegazione di Alba Adriatica. «Saremo all'Aquila accanto ed insieme agli operatori economici, a tutela della costa e della comunità», ha scritto ieri il sindaco Antonietta Casciotti, continuando: «Non è procrastinabile una gestione sostenibile dell'erosione costiera ed una programmata e necessaria manutenzione degli interventi». Alba quindi spinge la Regione a intervenire subito, senza perdere un solo giorno di tempo.
Lo stesso primo cittadino, nei giorni scorsi era tornato a segnalare la necessità di una grande opera di messa in sicurezza dell’intera costa della Val Vibrata, come richiesto ufficialmente a giugno con un documento approvato congiuntamente dai consigli comunali di Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto.
A ricordare l’importanza del tema è stato anche il Cna Balneari Abruzzo, che si è aggiunto alla lista delle sigle che parteciperanno alla trasferta aquilana di questa mattina, con una nota firmata dal responsabile cittadino ed ex sindaco albense Franchino Giovannelli: «È in ballo il futuro turistico di Alba Adriatica e di un importante tratto della costa abruzzese: per questo servono misure di protezione drastiche e immediate. Siamo ormai alla sopravvivenza. Il punto è legato alla necessità di interventi su un pezzo del litorale teramano, quello che tecnicamente riguarda l’unità fisiografica che va da Giulianova a Martinsicuro. Un tratto di una quindicina di chilometri che richiede interventi non più rinviabili, ma assolutamente drastici».
«Interventi», continua l’ex primo cittadino albense, «che gli operatori individuano solo nella posa di scogliere frangi-flutto, le sole in grado di offrire una protezione efficace: ogni altro intervento, come il ripascimento, può servire solo salvare la stagione, non il destino di un tratto di costa dell’Abruzzo».
Oltre a quella albense, è prevista la presenza almeno di un’altra delegazione teramana, quella di Pineto. In questo caso saranno presenti non solo i proprietari di stabilimenti danneggiati ma l’intera associazione guidata dal presidente Mauro Pavone.
Luca Tomassoni