Ma Europa e Usa restano i nostri partner preferiti
Il 2016 è stato l’anno della ripresa grazie in particolare alla vendita di medicinali, autoveicoli e macchinari in generale. Dati negativi solo con Ungheria e Turchia
PESCARA. La Cina è il Paese dove l’export abruzzese è cresciuto più che altrove. Un +49,4% – per un valore complessivo di circa 91 milioni di euro – che nel 2016 ha accorciato di una quarantina di milioni il saldo con le importazioni. Infatti, malgrado queste ultime siano diminuite del 2,3%, il loro valore commerciale resta sempre molto alto e si attesta attorno ai 193 milioni di euro.
Ma nel 2016 è stato un po’ l’anno della ripresa di tutto l’export. E l’Abruzzo avendo registrato un +9,7% viene identificata dall’Istat come una delle regioni che ha maggiormente contribuito alla crescita nazionale (+1,2%), insieme a Basilicata (+53,5%) e Calabria (+10,4%).
Dell’andamento generale della bilancia commerciale dell’Abruzzo si parla nel corso dell’appuntamento con il roadshow “Italia per le Imprese, con le Pmi verso i mercati esteri” in programma al porto turistico di Pescara. Una giornata di analisi e commenti, con uno sguardo rivolto al futuro. E non solo verso la Cina.
I NOSTRI PARTNER. La regione ha fra i propri partner commerciali i principali Paesi dell’Unione Europea (pressoché tutti con segno positivo), ma ottime performance registrano anche i mercati extra UE: Stati Uniti (+20,6%), Svizzera (+33,0%), Russia (+10,6%), Canada (+11,5%). Solo Ungheria e Turchia sono in negativo.
Settori trainanti si sono dimostrati gli autoveicoli e i macchinari in generale, il medicale, i componenti elettronici con, infine, un +195,3% registrato da tubi, condotti, profilati, cavi e relativi accessori in acciaio.
Tra le province che contribuiscono positivamente all' export nazionale c'è quella di Chieti. Sono aumentate sia le esportazioni verso i Paesi dell'Unione Europea, +8,1%, sia verso i Paesi extra UE (+14,9%).
Sono cresciuti coke e prodotti petroliferi raffinati (+211,1%), i prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+20,4%), i metalli di base e prodotti in metallo (+18,4%), computer, apparecchi elettronici e ottici (+16,8%). Mentre è diminuito l' export di minerali estratti da cave e miniere (-28,3%), del legno, di carta e stampa (-5,1%).
Anche Pescara e la sua provincia sono protagonisti della ripresa avendo registrato +10,9% nelle esportazioni rispetto al 2015. Settori di punta sono stati medicinali e preparati farmaceutici, prodotti farmaceutici di base, macchinari e il manifatturiero in generale (+298,1).
I DISTRETTI. Dal monitor dei distretti industriali dell'Abruzzo, curato dalla direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, nell’export si sono distinti i vini del Montepulciano (+6,3%), del mobilio (+15,8%) e dell'abbigliamento nord (+10,5%). Il terzo trimestre 2016 si era invece chiuso in negativo per i distretti della pasta di Fara (-5,3%) e dell'abbigliamento sud abruzzese (-18,2%).
Secondo lo studio, a contribuire alla performance regionale sono stati i mercati emergenti (+8%). Positive le performance in Polonia e in Albania; bene anche Arabia Saudita e Brasile. Si è poi registrato un balzo delle vendite in Sudan, limitato al mobilio abruzzese. Fisiologico il calo in Corea del Sud accompagnato dalla riduzione dei flussi in Malesia.
Sempre secondo l’indagine di Banca Intesa, c’è una sostanziale stabilità dell'export verso i mercati maturi (+0,7%). E la crescita registrata in Svizzera (secondo mercato di riferimento) e Danimarca, è stata quasi completamente compensata dal calo subito nel Regno Unito e negli Stati Uniti, che rimangono comunque il primo sbocco commerciale per i distretti.
Nel terzo trimestre 2016 si è arrestata la crescita del polo tecnologico ICT dell'Aquila (-16%) a causa della contrazione (-18,9%) dei flussi verso il suo primo mercato di sbocco, gli Stati Uniti (93,4% delle esportazioni totali). Il dato complessivo del polo Ict appare comunque positivo , con una crescita del 39,6% che corrisponde ad un aumento dell' export di 43,3 milioni di euro. (a.mo.)

