«Ma i nuovi prezzi non sono alti Si pagherà meno che in altre città»

3 Agosto 2018

PESCARA. «Il nuovo piano tariffario, che entrerà in vigore soltanto tre anni dopo l’aggiudicazione dell’appalto per la riqualificazione dell’area di risulta, è in linea con tutte le città italiane...

PESCARA. «Il nuovo piano tariffario, che entrerà in vigore soltanto tre anni dopo l’aggiudicazione dell’appalto per la riqualificazione dell’area di risulta, è in linea con tutte le città italiane simili per dimensioni a Pescara. Abbiamo studiato accuratamente il mercato e fatto delle analisi prima di mettere su carta le nuove tariffe e, numeri alla mano, quelle che abbiamo previsto per il quadrilatero centrale sono ben al di sotto di città come Ancona, Bari, Pescara, Perugia o Trieste». Così il sindaco Marco Alessandrini commenta la nuova disciplina della sosta, compresa nel progetto di fattibilità tecnica ed economica “Parco centrale riqualificazione dell’area di risulta dell’ex stazione ferroviaria”. In sostanza, per consentire la sostenibilità economica al privato che si aggiudicherà il bando pubblico da 50 milioni di euro, il Comune dovrà assicurare la gestione dei parcheggi per i prossimi 20 anni.
«Il nostro piano», aggiunge Alessandrini, «tiene conto di realtà equivalenti. Per fare qualche esempio, parcheggiare per 24 ore a Pescara all’area di risulta costerà 9 euro, mentre a Pesaro si pagano 12 euro, ad Ancona si va da 28,8 a 38,40, euro, a Bari, Perugia e Trieste invece 17 euro. Il tutto senza voler citare le grandi città. Noi amministratori possiamo fare due cose: o lasciare che nulla cambi oppure darci da fare per cercare di far entrare Pescara nella modernità e risolvere un dibattito che va avanti da decenni su uno spazio vuoto di 11 ettari nel cuore della città».
«I cambiamenti comportano fatica», prosegue il sindaco, «il punto è che oggi dobbiamo essere realistici e considerare che il pubblico non ha i 50 milioni necessari per sistemare un’area di proporzioni così ampie. Non dimentichiamo che i 12 milioni di euro del masterplan dovranno essere spesi e impegnati entro il 31 dicembre 2019 altrimenti torneranno indietro. Sicuramente tutto è migliorabile, ma un’operazione del genere è possibile soltanto utilizzando due leve: quella immobiliare, ossia una torre direzionale che però non è economicamente appetibile, e quella della gestione della sosta valida per gli anni della concessione». (y.g.)
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