«Ma in campagna è un’altra cosa»

10 Giugno 2017

Bonetta: evitare le scelte consumiste modellate sui gusti degli adulti

PESCARA. Qual è il modo per un bambino di trascorrere l’estate? Il Centro lo ha chiesto ad uno dei più noti pedagogisti italiani, il direttore del dipartimento di Scienze filosofiche e pedagogiche dell’Università di Chieti-Pescara G. d’Annunzio, nonché professore ordinario di Pedagogia generale, Gaetano Bonetta.
Professor Bonetta, come dovrebbero impiegare questi mesi i bambini?
«Ormai tutta la nostra vita è ispirata al gioco, a ciò che è ludico, che è poi la dimensione nella quale passano tutte le azioni dei bambini. Diciamo che i bambini imparano giocando. Tutto è visto in chiave ludica».
Quindi dovrebbero continuare a giocare, gli alunni e gli studenti, anche in estate?
«No. In questo periodo, invece, i bambini non dovrebbero giocare, ma fare qualcosa di diverso rispetto al gioco. Soprattutto in alcuni paesi Nord Europa, va per la maggiore il soggiorno in campagna, per avere un rapporto con la natura, per conoscere la vita, per capire come essa si riproduce, vivendo il buon clima accompagnato da una corretta alimentazione».
Un ritorno alle radici?
«Si tratta di vivere una realtà più seriamente di quanto invece succeda nel periodo invernale. E l’importante è che la vacanza non venga vissuta in maniera consumistica».
Per esempio?
«Per esempio quella sulle spiagge adriatiche, dove si consuma un rito per adulti, in cui il bambino viene inserito in una catena consumistica. È banalissima una vacanza di questo tipo. Io penso invece ad una vacanza in cui ci siano contenuti agro-alimentari. E so che in Abruzzo ci sono strutture adatte, poiché la vacanza, per il bambino, va vissuta in maniera “non adultistica”».
Una vacanza modellata sul bambino?
«Sì, la vacanza, della durata di 10-15 giorni, deve essere su misura del bambino, e deve essere considerata come un libro di testo, cioè come se il bambino studiasse. Ma rilassandosi».
Vito de Luca