Ma l’accoglienza in Abruzzo non si ferma

23 Aprile 2022

Delusione per lo scarso risultato del bando riservato ai privati. Di Bonaventura (Csv): andiamo avanti

PESCARA. Il numero di profughi ucraini arrivati in Abruzzo continua ad aumentare.
Da quando è scoppiata la guerra ne sono stati accolti 4.848 in tutta la regione. Di questi, 1.893 sono stati sistemati negli alberghi dalla protezione civile, mentre 2.762 alloggiano fuori dai Centri di Accoglienza straordinari (cioè dai loro parenti o in altre strutture messe a disposizione dalle prefetture). In 193, invece, hanno trovato posto nei centri di accoglienza straordinaria. I minori sono al momento 1.198, di cui 24 non accompagnati.
La protezione civile, inoltre, ha cercato di favorire l’accoglienza diffusa pubblicando un bando nazionale riservato alle reti di associazioni del Terzo settore e ai privati. È scaduto ieri sera e in Abruzzo, secondo quanto riporta il Csv regionale, non sono arrivate richieste concrete. «Ma questo non significa che l’Abruzzo non si sia mobilitato», spiega Casto Di Bonaventura, presidente del Csv Abruzzo, «alcune associazioni si sono fatte avanti, ma non avevano i requisiti richiesti (tra i quali, avere almeno 300 alloggi a disposizione per ricevere il contributo da 33 euro al giorno per ogni rifugiato, ndr). Anche perché i tempi erano molto stretti. Quelli che ci hanno provato, sono stati indirizzati da noi verso le realtà più grandi, come la Caritas o l’Arci, con cui potranno comunque lavorare per l’accoglienza. Altre associazioni ancora si rivolgeranno alla prefettura. Ma l’accoglienza, in Abruzzo, non si è fermata».