«Ma nessuno più parla del mare inquinato»

Il Club Giamel boccia l’attracco turistico: prima le bonifiche, i depuratori e nuovi collettori fognari
MONTESILVANO. «Prima di parlare del porto turistico di Città Sant’Angelo o della bonifica del fiume Saline, sarebbe opportuno affrontare il grave problema del depuratore del consorzio di Bonifica e del collettore rivierasco che sfocia direttamente nel fiume, a pochi passi da mare e alle spalle dei Grandi Alberghi».
Ad accendere i riflettori sulla problematica, già segnalata più volte in passato, è il presidente dell’associazione Club Giamel, Gianni Scaburri, che sulla scia del discusso tema dell’atollo da 650 posti barca, che dovrebbe sorgere davanti al tratto di litorale angolano, torna a parlare dell’impianto fognario che necessiterebbe di essere intubato e sfociare a diverse miglia dalla costa, come prevede un progetto dello stesso consorzio datato 2000.
«Abbiamo una fogna a cielo aperto proprio vicino alla zona più turistica della città e nessuno fa niente da anni», commenta Scaburri. «Eppure, basterebbe interrare l’attuale sbocco e portarlo a 3,8 miglia dalla costa, se non per eliminare il problema totalmente, almeno per limitarne i danni in termini ambientali e di igiene. Soprattutto nelle giornate di pioggia», prosegue Scaburri, «grandi quantitativi di liquami maleodoranti si riversano nel fiume, alle spalle del Palacongressi, e finiscono nel mare dove residenti e turisti fanno regolarmente il bagno».
All’origine del problema il fatto che alla grande crescita demografica registrata negli ultimi anni in città, non è seguita un’opera di ammodernamento del collettore rivierasco e dello stesso depuratore, che non riesce più a filtrare tutti i liquami che provengono dalle utenze dell’area compresa tra piazza Duca a Pescara e la foce del Saline. L’impianto risale, infatti, agli anni ’70 quando a confluire nel collettore erano solo le acque bianche di Montesilvano, che all’epoca contava poche migliaia di abitanti.
Una decina di anni dopo, la zona servita dal collettore si è ampliata fino a piazza Duca, mentre la popolazione della città adriatica lievitava anno dopo anno. «Solo durante l’amministrazione Gallerati si è provveduto ad ammodernare l’impianto di sollevamento dei liquami che arrivano al depuratore», ricorda Scaburri, «ma anche questo intervento, oggi, è diventato insufficiente». (a.l.)
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