Ma Paolucci lo incalza: snobba i nostri cinque progetti di legge

3 Settembre 2019

PESCARA . Cinque progetti di legge da esaminare, e tre interpellanze alle quali dare risposta. È così, chiede il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che la Regione intende...

PESCARA . Cinque progetti di legge da esaminare, e tre interpellanze alle quali dare risposta. È così, chiede il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Silvio Paolucci, che la Regione intende rispondere alle esigenze del territorio? «Marsilio», afferma Paolucci, «ha annunciato che non può non rispondere all’adunata in piazza lanciata dalla Meloni contro il Conte bis e in nome della sovranità del popolo e dell’esigenza di un governo coeso. Intanto suggerirei di mobilitarsi in nome degli interessi degli abruzzesi. Mi chiedo infatti quale sia per il presidente l’urgenza di questa mobilitazione, oltre a quella di spendere un po’ di tempo in più nella sua città, visto che durante i 14 mesi di vita del governo precedente, pur non essendo stata sbloccata alcuna emergenza per l’Abruzzo, non ha mai avvertito la necessità di scendere in piazza come ora». In attesa di essere esaminato dal Consiglio regionale c’è il progetto di legge relativo al conferimento alle Asl di funzioni amministrative in materia di organizzazione del servizio farmaceutico, e di indennizzi per le persone danneggiate da vaccinazioni obbligatorie (già trasmesso all’aula); ci sono poi il progetto di legge sul sostegno alla cultura, le disposizioni in favore delle Province, le modifiche alla legge 31 (contributo da 80mila euro per l’acquisto della divisa unica dei maestri di sci abruzzesi), e quella relativa a misure a sostegno del pluralismo dell'informazione e della comunicazione istituzionale.
«Marsilio», prosegue Paolucci, «non è riuscito a mobilitarsi in questi primi sei mesi di governo alla guida della Regione Abruzzo, per affermare da presidente, quel potere che proprio la sovranità del popolo gli ha messo nelle mani. Per non parlare della coesione che invoca, lui che si è ritrovato la maggioranza spaccata per le nomine a solo pochi mesi dalla sua elezione e che non riesce a firmare da mesi neanche i contratti ai nuovi direttori delle Asl». Secondo Paolucci «resta dunque difficile immaginare come pensi di affrontare concretamente problemi e aspettative degli abruzzesi che lo hanno eletto, protestando contro un governo che non è ancora nato e di cui non si conosce la composizione. E mentre lui è pronto a correre a Roma, qui la sanità resta ferma, le principali iniziative legislative restano al palo, anzi, tornano al mittente perché sono fatte male, i trasporti, le infrastrutture, l’agricoltura, hanno tempi lunghi e farraginosi anche sulle procedure e risorse avviate e stanziate da chi lo ha preceduto, per non parlare della triste inerzia dell’esecutivo sulle vertenze che hanno portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro. Niente», conclude, «nessuna idea per la terra di cui in campagna elettorale ha detto di sentirsi di nuovo parte, ma da cui appena può fugge per tornare da dove è venuto». (c.s.)