Ma per Mazzocca la colpa è delle Province

20 Agosto 2018

Parla il sottosegretario di giunta regionale: «Non rispondono all’Anas nonostante i ripetuti solleciti»

PESCARA . Cento milioni di euro. A tanto ammonta lo stanziamento che la Regione ha concesso, negli anni, alle Province per sostenere interventi sulla viabilità, e sopperire almeno in parte ai progressivi tagli imposti dal Governo. A ricordarlo è il sottosegretario alla presidenza, Mario Mazzocca, dopo l’appello del presidente dell’Upi, Achille Variati, raccolto dai presidenti delle quattro province abruzzesi, di cui il Centro ha scritto due giorni fa. I soldi, spiega Mazzocca, sono stati reperiti tra Masterplan, Fondo Sviluppo e Coesione e finanziamenti straordinari. «Non solo. Con il Decreto Delrio-Gentiloni», osserva, «il governo diede attuazione alla decisione di ritrasferire ad Anas la titolarità di oltre 500 chilometri di strade provinciali. Pur tuttavia le Province, nonostante i ripetuti solleciti sia di Anas che delle istituzioni regionali (io stesso fui latore di un’accorata nota, dal maggio scorso senza riscontro alcuno) volti a minimizzare i tempi per il passaggio di consegne, considerata anche l’entità di un problema vissuto in maniera drammatica soprattutto nelle zone interne della nostra Regione, non ancora procedono alla sottoscrizione degli atti di convenzione. Ergo, quei tratti stradali sono ancora in capo alle Province che, in vista del passaggio ad Anas, hanno di fatto interrotto ogni forma di manutenzione stradale, aggravando ulteriormente lo stato di salute di diversi tratti stradali, per altro già fortemente provati dalle cicliche avversità atmosferiche che hanno interessato la nostra regione dal 4 marzo 2015. A mero titolo esemplificativo, dei 746 chilometri di cui è titolare la provincia di Pescara, ben 125 (ovvero il 16,7% del patrimonio viario complessivo) attendono fin dal mese di aprile di essere trasferiti ad Anas. Solo se tutti noi faremo la nostra parte, a partire dal Governo e dal ministro Toninelli», conclude Mazzocca, «potremmo gettare le basi per un reale cambio di passo». Ma il sottosegretario evidentemente non conosce la montagna di atti chiesti dall’Anas. (u.c.)