Ma sui tagli agli enti locali il Pd attacca

La dem Di Pasquale sfida Zinni: Comuni in difficoltà, ma per Fratelli d’Italia va tutto bene
TERAMO. «Enti locali in difficoltà per realizzare i progetti del Pnrr, ma per Fratelli D’Italia (che adesso esalta l’Anci) va tutto bene».
Manola Di Pasquale, responsabile regionale enti locali del Pd, sferra il contrattacco alla sua omologa di Fratelli d’Italia, Carla Zinni, intervenuta sul Centro pochi giorni fa per replicare, a sua volta, all’Ali Abruzzo, l’associazione Autonomie locali italiane che ha lanciato l’allarme. «Davanti alla cruda verità dei numeri, come al solito la destra snocciola il rosario del Paese che funziona, dei lavori che vanno avanti e della bravura del governo nel risolvere le difficoltà. Peccato che sia solo propaganda», afferma la dem, «la stessa che fa la responsabile regionale enti locali di Fratelli d’Italia nel cercare di controbattere alla dura realtà messa in evidenza dalla sezione abruzzese Ali in merito alle difficoltà incontrate dai Comuni nel realizzare i progetti del Pnrr per carenza di fondi e di personale tecnico».
«La fotografia scattata da Ali è impietosa – ricorda Di Pasquale – : in Abruzzo sono almeno 80 i progetti già abbandonati e, con i bilanci già in sofferenza a causa dei tagli delle ultime leggi finanziarie, Comuni e Province sono obbligati a fare ricorso ad anticipazioni di cassa sulle quali pagano cospicui interessi, mentre attendono che lo Stato e la Regione rimborsino le somme già anticipate per la realizzazione di opere e interventi».
«Zinni nega l’evidenza», stigmatizza, «e dipinge un quadro positivo, esaltando “l’enorme e costruttivo lavoro che l’Ancia sta facendo per sostenere i Comuni nell’attuazione degli investimenti del Pnrr».
Qui la critica si tinge di ironia: «Notiamo che “improvvisamente” Fratelli d’Italia scopre l’importante ruolo dell’associazione dei Comuni e lo fa - guarda caso - proprio adesso che è presieduta da un suo iscritto: Pierluigi Biondi. È chiaro che Anci e Fratelli d’Italia a questo punto sono intercambiabili e chi risponde parla a nome del partito di Meloni, chiamando in causa l’Anci per difendere il governo e confermando così un’inaccettabile confusione di ruoli». (l.c.)

