«Ma è stato un errore togliere il nonno vigile»
MONTESILVANO. «È stato uno sbaglio togliere il nonno vigile. Bisogna continuare a incentivare quei piccoli impegni ai quali l’anziano ogni giorno è chiamato». L’associazione Vita di Quartiere,...
MONTESILVANO. «È stato uno sbaglio togliere il nonno vigile. Bisogna continuare a incentivare quei piccoli impegni ai quali l’anziano ogni giorno è chiamato». L’associazione Vita di Quartiere, presieduta da Pasquale Barilone, interviene sulla recente approvazione, da parte della giunta Maragno, del progetto “Io Passo Sicuro”.
L’iniziativa prevede la presenza fissa dei volontari della protezione civile davanti a dieci scuole cittadine, con l’obiettivo di tutelare la sicurezza degli alunni, rendendo più agevole l’attraversamento pedonale e l’accesso alle aule per tutto l’anno scolastico. Progetto che, come ha detto l’assessore all’Istruzione, Maria Rosaria Parlione, andrà ad affiancarsi «all’attività condotta dall’associazione nazionale carabinieri in congedo, già presente con volontari davanti ad altre due postazioni scolastiche».
Un servizio che, però, come sottolinea Barilone, di fatto sostituirà quello precedentemente svolto dai pensionati della città, i cosiddetti nonni vigili. «Con il ruolo del nonno vigile, l’anziano aveva ritrovato la voglia di rimettersi in gioco e di uscire dall’isolamento» racconta il presidente di Vita di Quartiere.
«Quella briciola di progresso ottenuta a favore dell’anziano è stata ora cancellata. Viene, infatti, eliminata la figura del nonno vigile ed entra il progetto Io Passo Sicuro. Pur riconoscendo le indispensabili e importanti attività delle due associazioni che andranno a ricoprire il ruolo precedentemente svolto dal nonno vigile, non posso esimermi dal dire che è stato un errore cancellare questa figura. Gli anziani devono essere una risorsa per la città, non un peso».
«La giunta Maragno, chiosa Barilone, «nel nome di un risparmio di pochi spiccioli, mentre restano inalterate spese ben più cospicue,non esita a colpire servizi e funzioni destinate alle categorie più fragili più umili». (r.a.b.)
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