Madonna Sette Dolori Suona Dodi Battaglia tra giostre e riti sacri

Il tradizionale appuntamento dal 2 al 5 giugno ai Colli Don Vincenzo: «Origini antiche e forte legame con la città»
PESCARA. Appuntamento imperdibile per ogni pescarese doc torna la Festa della Madonna dei Sette Dolori, che si celebrerà da venerdì 2 giugno a lunedì 5, quando a chiudere sarà il concerto gratuito in piazza di Dodi Battaglia, chitarrista dei Pooh.
Il programma di appuntamenti religiosi e civili (vedi articolo a sinistra) è stato presentato ieri dal presidente del Consiglio comunale Francesco Pagnanelli, dagli assessori a Turismo e Grandi eventi Giacomo Cuzzi e alle Tradizioni cittadine Paola Marchegiani, il parroco padre Vicenzo Di Marcoberardino, i consiglieri Fabrizio Perfetto e Marco Presutti, il Comitato promotore della festa.
«Presentiamo la festa parrocchiale ormai cittadina e diocesana da tantissimi anni», ha detto Pagnanelli. «Lo facciamo con una conferenza che intende rimettere al centro le feste patronali perché feste identitarie, eventi di aggregazione culturale e sociale delle città. Una festa molto sentita dai fedeli, a cui si aggiunge un programma ricco di ospiti di grande richiamo rispetto all'anno passato. Per l’intrattenimento l’evento di punta sarà il concerto di Dodi Battaglia, una presenza che apre i confini della festa a chi viene da fuori Pescara. Scanditi e di grande emozione saranno gli appuntamenti religiosi, storicamente molto partecipati, dall'esposizione della statua venerdì alle18 alla Basilica, alla messa e alla processione di domenica».
«Una delle feste religiose maggiori della città», ha aggiunto Cuzzi. «Da salutare con favore lo sforzo organizzativo del Comitato e della gente che da sempre la sostiene. Quest'anno è inserita nel calendario degli eventi dell’amministrazione comunale per la sua storicità e per il concerto importante che la chiuderà lunedì. Sono tre le grandi feste che abbiamo e che interessano zone non del tutto centrali: Colli, San Cetteo e Sant’Andrea», ha ricordato, «un segno, questo, dell’importanza della città diffusa che stiamo cercando di sottolineare con ogni evento e progetto. Ci saranno anche le giostre che completeranno la manifestazione e la cui presenza sottolinea il lavoro importante che c’è dietro la festa, affinché tutto possa svolgersi al meglio».
«Questa festa si radica nella storia di Castellamare Adriatico dal 1757 quando il vescovo di allora consacrò la chiesa della Madonna dei Sette dolori e ordinò che venisse celebrata ogni anno in tale ricorrenza una festa», ha raccontato don Vincenzo. «La consacrazione avvenne il 30 maggio, giorno della Pentecoste di quell'anno, poi la festa venne spostata alla prima domenica di giugno. La celebrazione è legata dunque alla consacrazione della chiesa. Quest’anno corona anche un lavoro sulla nostra storia: abbiamo computerizzato i dati dei battesimi dal 1667 al 1914, un’opera importante per restituire memoria alla cittadinanza. Nel libretto dedicato alla Festa c'è un pensiero su Maria Santissima e la Riforma protestante, questo in occasione dei 500 anni dalla Riforma. Una scelta che arriva da scritti di Martin Lutero dedicati alla Madonna che è madre di Dio e anche della Chiesa e che nel caso della Madonna dei Sette Dolori, è anche protettrice della Diocesi e della città».
«Questa festa ci rappresenta e ogni pescarese vi è fortemente legato», la riflessione di Marchegiani. «Bello è il lavoro di ricerca e storico, perché c'è sempre necessità di approfondimento culturale, perché la comunità diventa tale proprio per la presenza di questi valori. Bella la coesione che accompagna la festa: un tempo c’era la tradizione che chi aveva lasciato i Colli, venisse invitato da chi restava per vivere questa giornata insieme. Credo che in alcune case sia ancora così, ma è importante che la città ritrovi la sua identità piena anche attraverso i suoi riti».

