Madre sfrattata col figlio trova casa e lavoro

Grazie all’impegno di un’assistente sociale, la donna potrà lasciare l’albergo e trasferirsi da una nonnina 91enne che potrà garantirle vitto e alloggio
MONTESILVANO. Liliana Adiaconitei e suo figlio di 10 anni trascorreranno un Natale sereno. Ci sono buone notizie per la mamma che lo scorso 17 ottobre era stata sfrattata dalla casa parcheggio del Comune di Montesilvano in contrada Pignataro, di Cappelle sul Tavo, e che da quasi 2 mesi vive in una stanza di albergo con il figlio minorenne.
Grazie all’assistente sociale del Comune, Adalgisa Fuschi, la 46enne romena ha trovato una casa in cui vivere e un lavoro. Da lunedì prossimo, infatti, Liliana e suo figlio saranno accolti da una nonnina di 91 anni che ha necessità di avere una persona che la assista nelle faccende quotidiane. La donna romena farà dunque da badante all’anziana e in cambio avrà garantiti vitto e alloggio per sé e per il suo bambino, oltre a un compenso mensile. «Sono la persona più felice del mondo», dice Liliana, «non potevamo ricevere un regalo di Natale più bello. Anche mio figlio è molto contento e non vede l’ora di trasferirsi nella casa nuova, anche perché avrà addirittura una cameretta tutta sua. Non solo», aggiunge la mamma, «grazie allo stipendio che percepirò, riuscirò anche a mandare qualcosa a mia figlia più grande che è dovuta tornare in Romania dopo lo sfratto».
Storia a lieto fine quella della famiglia sfrattata dalla casa parcheggio con altri 6 nuclei familiari dopo che il Comune aveva deciso di riconsegnare la palazzina al proprietario. Le famiglie non erano, infatti, più in possesso dei requisiti per beneficiare della soluzione abitativa messa a disposizione dall’ente in caso di difficoltà economiche temporanee. A pagarne lo scotto era stata anche Liliana che, dopo un periodo trascorso in una casa famiglia con i 2 figli minorenni, nel 2013, aveva ottenuto l’appartamento dal Comune. Il trasferimento era stato imposto dal Tribunale dei minori dopo che, al compimento del 18° anno della figlia, per Liliana e la ragazza, non c’era più posto nella struttura.
Per non dividere la famiglia, il Tribunale aveva quindi imposto all’ente di provvedere a una sistemazione alternativa. A distanza di 3 anni, Liliana si è trovata nuovamente per strada e, per evitare ulteriori problemi, la figlia maggiore è tornata in Romania da alcuni parenti. Per non sradicare il figlio più piccolo da un Paese dove è nato e dove frequenta regolarmente le scuole, Liliana ha deciso di restare ed è stata ospitata per questi due mesi in un hotel a spese del Comune, dal momento che, anche a causa di problemi di salute, la 46enne è da tempo disoccupata. O meglio era, dal momento che a partire dalla prossima settimana, Liliana avrà un lavoro e una casa dove stare con il figlio. «Il merito è tutto di Gisa (come è meglio conosciuta l’assistente sociale del Comune, ndc) che ha capito chi ero, ha avvertito la mia disperazione e mi ha dato fiducia».
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