Maggitti in silenzio Così dribbla la Iena

21 Gennaio 2015

Braccato alla festa della polizia municipale, non risponde in tv

PESCARA. «Le sembra un atteggiamento da buon comandante? Pensa di guadagnarsi la stima dei suoi uomini?”.

La Iena Matteo Viviani scandisce ogni singola domanda e poi punta il microfono verso il finestrino del Freemont con i vetri oscurati dove pochi secondi prima si è trincerato il colonnello Carlo Maggitti per sfuggire all’inviato della trasmissione di Italia Uno (foto Michele Camiscia).

Il comandante della polizia municipale di Pescara tira dritto, mantiene lo sguardo alto e abbozza un mezzo sorriso: non ne vuole sapere di sciogliere uno solo dei tanti dubbi che da giorni rimbalzano sulle cronache dei quotidiani, tra le stanze del Comune e negli stessi uffici della sede di via del Circuito.

Il procedimento. Con un procedimento disciplinare avviato da Maggitti nei confronti dei quattro vigili urbani Angelo Volpe, Sergio Petrongolo, Claudio Di Sabatino e Donato Antonicelli – accusati di aver violato un presunto segreto d’ufficio poiché avrebbero raccontato in tv i risvolti della vicenda della multa del 2011 al questore Paolo Passamonti – e con un'altra istruttoria di carattere amministrativo, promossa dal sindaco Marco Alessandrini per analizzare il comportamento contraddittorio di Maggitti in commissione Controllo e vigilanza, il clima interno al corpo della municipale appare tutt’altro che disteso.

L’archiviazione dell’inchiesta nei confronti del questore non allenta i tanti sospetti che continuano a gettare ombre sull’operato di uno dei più alti rappresentanti delle forze dell’ordine sul territorio cittadino.

La provocazione. «Comandante lei sorride, ma non mi dica che questo procedimento è stato firmato dalla Befana», lo incalza Matteo Viviani, ieri mattina, all’uscita della cattedrale di San Giustino. E’ la seconda volta in due mesi che le telecamere del programma satirico fanno capolino in Abruzzo per tentare di fare luce su una questione finita anche tra le interpellanze parlamentari del Movimento 5 stelle.

La festa in pompa magna della polizia municipale è terminata da pochi minuti. Sulla scalinata della chiesa, arroccata sulla collina teatina, spuntano prima padre Bruno e poi il gonfalone del Comune di Pescara scortato dal comandante e da altri uomini.

La prima incursione. Maggitti viene avvicinato dal giornalista delle Iene: «Cosa pensa di risolvere lasciando quattro persone a casa, quattro persone che da anni fanno il proprio lavoro e hanno ricevuto anche degli encomi?». Silenzio.

Il colonnello, perfettamente a suo agio nel ruolo di militare tutto d’un pezzo, non proferisce parola, evita di scomporsi e prosegue a passo spedito verso l’auto ferma nel piazzale. La portiera si apre, sale in macchina e chiude lo sportello.

L’attacco bis. «Preferisce che i suoi uomini abbiano stima di lei o che abbiano paura?», rilancia Matteo Viviani in quello che ormai si è trasformato in un monologo davanti ai vetri oscurati dell’auto di servizio. «A noi ci sembra una ripicca, via, una vendetta», aggiunge, «non le sembra un caso che questa richiesta di provvedimento disciplinare sia stata fatta solo nei confronti dei quattro vigili che hanno parlato con noi? La notizia era di dominio pubblico comandante, ne hanno scritto i giornali un mucchio di volte, che segreto mai avranno svelato?».

Il regolamento. La contestazione delle Iene muove da quell’articolo 24 del regolamento del corpo della polizia municipale che stabilisce un limite di cinque giorni dalla conoscenza del fatto per avviare il relativo procedimento disciplinare.

Un arco di tempo ampiamente superato, considerando che il servizio tv è andato in onda il 19 novembre scorso, mentre i vigili sono stati messi formalmente sotto accusa due mesi dopo, al termine della riunione del 5 gennaio scorso. Di qui, la battuta dell’inviato sulla vicinanza con la ricorrenza dell’Epifania.

«Tutto questo ha lasciato stupiti anche noi», racconterà poi, a freddo, la Iena Viviani, «non capiamo quale sia la violazione del segreto d’ufficio visto che i quattro vigili ci hanno parlato di una vicenda nota. Ci aspettavamo delle risposte dal comandante, cosa che non c’è stata. Tornerò in Abruzzo, ma spero per mangiare gli arrosticini».

La visita al sindaco. Una chiacchierata «cordiale” è poi avvenuta tra il giornalista e il sindaco Alessandrini. «L’ho ricevuto in Comune”, ha sottolineato il primo cittadino, «gli ho regalato una copia del mio libro e gli ho spiegato la nostra volontà di fare chiarezza, ma per quanto concerne l’aspetto del procedimento amministrativo che prende in considerazione la non congruità tra le dichiarazioni di Maggitti fatte alle Iene e quelle rese in commissione».

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