«Mai più merce illegale, siamo cambiati»

12 Marzo 2017

I senegalesi ringraziano la città e promettono una gestione corretta del mercatino nel sottopasso

PESCARA. Mai più merce con marchi contraffatti in vendita sulle bancarelle. I senegalesi ammettono che qualcuno della loro comunità abbia sbagliato in passato, ma ora sono pronti a voltare pagina con una gestione più attenta e controllata all’interno del futuro mercatino etnico nel sottopasso di via Ferrari.

«La comunità senegalese ringrazia la città di Pescara», ha esordito Birà portavoce degli ambulanti di colore, in una conferenza stampa indetta a 24 ore dall’approvazione in consiglio dell’apposita delibera per completare i lavori nel tunnel, «c’è un rapporto che ci lega da tanti anni ai pescaresi e che ora verrà consolidato con questa iniziativa. Ringraziamo anche per la fiducia nei nostri confronti».

Erano presenti all’incontro con i giornalisti anche Simonetta Signorile della Cgil Abruzzo, Patrick Goubadie responsabile della Cgil immigrati, Daniela Santroni e Ivano Martelli, rispettivamente, capogruppo e consigliere della Sinistra italiana. «Vogliamo rassicurare la cittadinanza», ha proseguito Birà, «che non accadrà più ciò che è successo in passato, abbiamo imparato dai nostri errori. Ciò che è successo è dovuto molto probabilmente a una mancanza di organizzazione e carenze nella gestione». «Comunque», ha sottolineato, «è stata dura per noi quando è stato chiuso il mercatino della stazione. La nostra comunità ora vuole tornare a lavorare al più presto nel nuovo mercato rispettando la legge ed evitando forme di abusivismo».

«Per noi il tunnel è la scelta ideale», ha osservato il portavoce, «perché consente di mantenere integra la nostra comunità, ciò non sarebbe accaduto se avessimo accettato di finire nei mercati rionali».

I senegalesi si sono detti già pronti a partecipare al bando che il Comune dovrà indire per la scelta di un’associazione in grado di gestire il futuro mercatino. «Abbiamo costituito per la prima volta una cooperativa», ha rivelato Birà, «proprio per partecipare al bando. Siamo 128 venditori ambulanti su 130 posti disponibili nel sottopasso». «Ma non siamo tutti senegalesi, tra noi ci sono anche commercianti provenienti dalla Guinea francese e dal Bangladesh», ha concluso, «abbiamo tutti la licenza commerciale di tipo B, dobbiamo solo attendere che il sottopasso venga completato». (a.ben.)

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