Malati, regole da seguire in casa: dai test ai giorni di quarantena
I tre casi presi in considerazione: positivi sintomatici, asintomatici o chi ha avuto contatti stretti L’isolamento varia dai 10 ai 14 giorni, così come cambiano le date per sottoporsi al tampone
L'AQUILA. Positivi sintomatici, positivi asintomatici e contatti stretti asintomatici devono seguire regole precise per il rientro in comunità. Tornare ad una vita sociale e lavorativa normale, presuppone alcuni passaggi (leggi attentamente la tabella che pubblichiamo a destra). Nel primo caso, è necessario stare in isolamento per almeno dieci giorni. Al termine dei quali va eseguito un test molecolare, che deve dare risultato negativo. I positivi sintomatici, invece, dopo l'isolamento devono effettuare il test, ma non prima di tre giorni dalla completa scomparsa dei sintomi. L'esame, ovviamente, deve dare esito negativo.
I contratti stretti di un positivo, asintomatici, hanno due possibilità: stare in quarantena per quattordici giorni, dall'ultima esposizione al caso oppure stare in quarantena per dieci giorni, con un test antigenico o molecolare negativo, effettuato dopo il periodo di isolamento. E in casa come ci si comporta, se si è positivi? Tra le buone prassi da applicare quella di restare in una stanza, isolati dagli altri e cambiare spesso l'aria aprendo le finestre, lavarsi più volte le mani, utilizzare un bagno separato e asciugamani personali. Anche le posate e i piatti devono essere "riservati".
Negli ambienti condivisi, il familiare che ha contratto il virus deve sempre indossare la mascherina. È opportuno, inoltre, controllare la temperatura almeno due volte al giorno e tenere sotto controllo sintomi come febbre, tosse e difficoltà respiratorie. In tal caso, bisogna avvertire il medico di famiglia e non recarsi autonomamente al pronto soccorso o in altre strutture sanitarie, se non necessario. Solo in caso di sintomi gravi oppure difficoltà improvvisa a respirare, allertare il 118.

