Mallo lasciata tra le frane Sale la rabbia dei residenti

I cittadini della contrada pennese hanno proposto anche soluzioni a costo zero «Il Comune ci ignora, il dissesto ha inghiottito la strada e ora minaccia le case»
PENNE. L’emergenza frane a Penne è tutt'altro che superata. Diverse contrade hanno strade assolutamente disastrate, in diversi casi sprofondate di circa 9 metri. In contrada Mallo i residenti, una ventina di famiglie, sono al limite della sopportazione: convivono con una strada letteralmente inghiottita dal movimento del terreno e con l’immobilismo degli amministratori locali.
«Abbiamo proposto all’amministrazione di utilizzare la breccia depositata vicino la frana di Mallo per rattoppare la strada che dalla diga, oramai unico punto di accesso, risale verso contrada Mallo», racconta uno dei residenti, Paolo Di Memmo. «Abbiamo chiesto aiuto al vicesindaco Vincenzo Ferrante, all’assessore Nunzio Campitelli e al tecnico comunale Enzo Di Simone. Abbiamo ricevuto solo promesse. Non è stato fatto nulla. La cosa che più ci fa rabbia è che abbiamo proposto un intervento a spesa zero in attesa dei fondi per riparare la strada franata. Purtroppo», aggiunge, «quello che percepiamo è disorganizzazione e mancanza di rispetto. Ci sentiamo cittadini di serie B».
Tra l’altro, a causa della cedimento del terreno le condutture del metano per motivi di sicurezza sono state poste all’esterno. L’insoddisfazione e la rabbia nella contrada è tanta: i problemi alla strada sono iniziati dalla primavera 2015 e ad oggi, dopo due anni, nessuno è stato capace di dare risposte alla popolazione. A Mallo c’è anche chi è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione perché, a causa del dissesto idrogeologico in atto, sulla collina non vi erano più le condizioni di sicurezza per continuare ad abitarvi. Chi abita oltre il tratto franato non può accedere con l’auto passando per Conaprato, ma è costretti ad allungare il tragitto percorrendo la martoriata strada che attraversa le Cascatelle o passare da un stradina di terra da Mallo nord.
Sono 19 le zone pennesi colpite da tempo da un grave dissesto idrogeologico. «Da oltre due anni i cittadini delle contrade pennesi ascoltano promesse, chiacchiere, e non ricevono nessun intervento utile per porre rimedio alle tante situazioni di difficoltà», interviene il segretario cittadino di Rifondazione comunista, Gabriele Frisa. «Molte aziende agricole sono state messe in ginocchio e molti hanno problemi anche ad andare a lavoro o per far rientro a casa. Questo non è più accettabile. L’amministrazione del sindaco Mario Semproni dovrebbe cominciare a dar risposte alla cittadinanza in tal senso. Si sono insediati da quasi un anno e anche loro, come i predecessori, non hanno fatto nulla per la disastrata viabilità cittadina».

