Mancano i pediatri, ora le mamme minacciano denunce

SCAFA. Le risposte attese e sperate non sono arrivate. L’incontro al comune di Scafa per esaminare il problema della carenza di pediatri non si è rivelato risolutivo. E le mamme che rappresentano i 1....
SCAFA. Le risposte attese e sperate non sono arrivate. L’incontro al comune di Scafa per esaminare il problema della carenza di pediatri non si è rivelato risolutivo. E le mamme che rappresentano i 1.900 bambini della zona, attualmente seguiti da due soli pediatri, sono sul piede di guerra al punto che annunciano denunce. Lunedì scorso erano stati invitati a Scafa l’assessore regionale Nicoletta Verì, il segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri Piero Di Saverio, il segretario regionale della Confederazione italiana pediatri Umberto Muzii, il presidente del Comitato aziendale permanente di pediatria di libera scelta, Carmen Castellano, il manager della Asl Vincenzo Ciamponi e il direttore sanitario Antonio Caponetti. Oltre ai sindaci di Scafa, Lettomanoppello, Serramonacesca e Caramanico, c’erano solo Caponetti, in rappresentanza della Asl, e Lara De Berardinis, per la Regione.
Al centro del vertice l’insufficienza di pediatri per seguire tutti i bimbi (sarebbero 2.900 ma 1000 hanno già scelto il medico di base). Dal 2019 i pediatri di libera scelta sono passati da quattro a due, in questo distretto, che comprende 13 comuni, ma uno dei due sarà trasferito, per cui dall’11 ottobre rimarrà in servizio una sola dottoressa. Le mamme chiedono che la situazione venga affrontata prima dell’11, e speravano di mettere tutti gli interlocutori attorno allo stesso tavolo, ma le cose non sono andate così. «Stanno cercando un pediatra da destinare provvisoriamente al distretto di Scafa, sempre che si trovi, poi tra circa quattro mesi si potrebbe arrivare a una assegnazione definitiva», spiega Gioffrè. «Già oggi i due medici in servizio devono garantire orario continuato per rispondere alle esigenze di tutti. E più di una mamma ha riferito di essere stata costretta a portare il figlio in ospedale perché i tempi di attesa dal pediatra sono di 4 o 5 giorni. Se dopo l’11 ottobre la visita dovesse essere rifiutata, partiranno le denunce», fa sapere Gioffrè. «Chiediamo almeno due pediatri in servizio», prosegue la mamma che teme problemi per l’inverno quando le strade «saranno coperte dalle neve, nei paesi di montagna, i bimbi avranno la febbre alta e rischieremo di non avere il medico disponibile». Uno dei nodi da risolvere riguarda la possibilità di attingere dalla graduatoria regionale dei pediatri (i nomi sono 98). «Se dovesse essere possibile, bisognerà capire se qualcuno accetta il posto a Scafa. Ci è stato annunciato che andrà promosso un bando, per un’altra graduatoria, ma così rischiamo di veder passare tutto l’inverno. Ci hanno dato la possibilità di rivolgerci a un altro Ambito territoriale ma per noi non è una soluzione percorribile». Dalle mamme arriva «un ringraziamento a Caponetti che si sta adoperando per superare il problema».
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